Categoria: Igiene

TUTTO SUL TARTARO

Pubblicato il Febbraio 6, 2019

Igiene Prevenzione

Lavare i denti è fondamentale per mantenere la bocca in salute. Se ciò non viene svolto correttamente si va incontro ai nemici numero uno dei denti, la PLACCA e il TARTARO.

All’interno del cavo orale sono normalmente presenti molti batteri che, con il passare delle ore, tendono a crescere di numero formando una patina molle di colore bianco giallastro sulle superfici dei denti e sul margine gengivale, chiamata placca. Attraverso un’adeguata pulizia, che non deve trascurare le superfici interdentali, questo deposito di batteri viene disgregato e rimosso. Non è sempre facile raggiungere tutte le superfici di ogni dente. Nelle zone in cui la placca non viene rimossa, già dopo 24-48 ore, comincia a mineralizzare dando origine al TARTARO.

Il TARTARO ha una consistenza dura, è ben adeso alle superfici dentali ed è di colore giallo. Può assumere altre colorazioni in base ai pigmenti che vengono a contatto con il cavo orale (dati dal fumo, alcuni cibi come il caffè o collutori). Questo deposito è costituito da batteri non vitali e da una parte inorganica contenente principalmente calcio, fosforo e bicarbonato oltre ad altre componenti. Il tartaro è ricoperto da batteri attivi e, rendendo le superfici dei denti più ruvide, fa sì che la placca si possa accumulare più facilmente.

Il tartaro, come la placca, si può dividere in SOPRAGENGIVALE, se si forma al di sopra del margine gengivale o SOTTOGENGIVALE, non visibile ad occhio perché all’interno del solco gengivale. Purtroppo nel momento in cui la placca diventa tartaro l’azione dello spazzolino è nulla.

Ci sono alcuni fattori che facilitano l’accumulo di tartaro:

  • Scarsa o frettolosa igiene domiciliare: i denti vanno lavati dopo ogni pasto. Lo spazzolino elettrico dotato di testina rotante svolge un lavoro di pulizia più efficace rispetto quello manuale. Lo spazzolamento deve essere accompagnato da un’adeguata pulizia tra dente e dente da effettuare con il filo interdentale o con appositi scovolini.
  • Conformazione delle arcate dentali: se i denti non hanno la giusta posizione o sono eccessivamente affollati, se non addirittura sovrapposti, l’igiene fra denti risulta difficile e ciò porta alla formazione di tartaro.
  • Alterazione della produzione di saliva: il tartaro si accumula maggiormente nella zona linguale degli incisivi inferiori e sulle superfici vestibolari (rivolte verso le guance) dei molari superiori dove hanno sbocco le ghiandole salivari.
  • Denti che non vanno in occlusione (perché manca l’elemento dell’arcata opposta) e che quindi non vengono puliti attraverso l’azione meccanica della masticazione.
  • Problemi gengivali e parodontali: determinano la formazione di tasche parodontali in cui con maggior facilità si forma il tartaro.

Conseguenze, rischi e possibili complicanze.

Il tartaro poiché è costituito da sali minerali ha una superficie rugosa quindi facilmente colonizzabile da batteri.La placca batterica può portare a carie, mal di denti e ascessi, e inoltre può causare un’infiammazione gengivale, la gengivite, che si manifesta con gonfiore, arrossamento e sanguinamento alle gengive. Quest’ultima, se non curata in tempo, può evolvere in parodontite, comunemente detta piorrea. La parodontite provoca l’abbassamento di osso e gengiva, con conseguente mobilità e, nei casi più gravi, perdita degli elementi dentali.

Come fare allora per riuscire a rimuoverlo?

Per eliminare il tartaro sopragengivale è necessario eseguire un’igiene professionale (detta ABLAZIONE DEL TARTARO). Nel caso in cui sia presente del tartaro sottogengivale è opportuno eseguire una pulizia più profonda (detta SCALING) in anestesia e generalmente in più sedute.

  PLACCA TARTARO
COLORE Bianco-giallastro Giallo (o pigmentato)
CONSISTENZA Patina molle Dura e ben adesa al dente
RIMOZIONE Domiciliare Professionale

 

QUINDI RICORDATI CHE LA PULIZIA GIORNALIERA DOMICILIARE E’ FONDAMENTALE PER PREVENIRE QUESTI DISTURBI E PER EVITARE CHE SE NE FORMINO DI ALTRI. INOLTRE UNA COLLABORAZIONE CON L’IGIENISTA E’ ESSENZIALE.

PIERCING E SALUTE ORALE

Pubblicato il Maggio 8, 2018

Igiene Prevenzione

piercing bocca

 

L’applicazione di piercing sta diventando una pratica sempre più diffusa che non coinvolge solo gli adolescenti ma anche gli adulti. Oggi vengono applicati nelle parti del corpo più svariate tra cui il cavo orale, nel quale si può trovare più comunemente su lingua, guance, labbra, frenulo e, più raramente, ugola. La crescente diffusione di questa pratica ha fatto aumentare il numero di studi condotti sui rischi e le conseguenze che si possono verificare.

Le prime complicanze si possono avere già in fase di posizionamento del piercing e tra queste troviamo:

  • Emorragie, che si possono verificare anche dopo qualche ora, soprattutto per il piercing alla lingua, zona che contiene molti vasi sanguigni.
  • Lesione nervosa, con conseguenti problemi di mobilità e sensibilità.
  • Trasmissione di virus, batteri e funghi, tra cui Epatite B e C, Aids, Herpes e Tetano, specialmente se non ci si affida a centri che osservano scrupolose norme igieniche.

Le complicanze possono manifestarsi sia a breve sia a lungo termine dal posizionamento del piercing e tra queste ricordiamo:

  • Infiammazione con dolore e gonfiore, con conseguente difficoltà di deglutizione, masticazione e fonazione.
  • Reazioni allergiche ai materiali che lo compongono, tra cui il nichel.
  • Recessioni gengivali dovute allo sfregamento del piercing sulle gengive per lunghi periodi di tempo.
  • Danni ai denti che vanno da semplici segni di usura, ad abrasione, fino a scheggiature e fratture, più o meno estese.
  • Endocardite, una delle complicanze più gravi, che consiste nell’infiammazione delle valvole e del tessuto cardiaco. All’interno della bocca ci sono moltissimi batteri (anche in condizioni di salute) e questi, dopo il posizionamento del piercing, possono entrare nel circolo sanguigno raggiungendo così il cuore.

Se avete intenzione di mettere un piercing all’interno del cavo orale è fondamentale conoscere i rischi e le conseguenze che si possono verificare. Se il piercing è già presente, è buona norma effettuare regolari controlli dal dentista per assicurarsi che non ci siano problemi.

PRENDITI CURA DELLE GENGIVE, IL TUO CUORE RINGRAZIERA’!

Pubblicato il Febbraio 13, 2018

Igiene Prevenzione Professionalità

E’ ormai noto come il corpo umano sia un insieme di organi che non possono essere presi in considerazione separatamente. Questo vale anche per denti e gengive.

A livello del cavo orale, uno dei problemi più comuni è la parodontite, conosciuta anche come piorrea. E’ una malattia multifattoriale, di origine batterica, che colpisce i tessuti che sostengono il dente tra cui osso e gengiva. Se non correttamente curata può avere effetti negativi sulla capacità masticatoria, sull’estetica e può portare alla perdita dei denti.

Da recenti dati riportati in letteratura, l’American Academy of Periodontology e la Federazione Europea di Parodontologia, hanno stabilito che esiste un legame tra la malattia parodontale e le malattie cardiovascolari.

Questo gruppo di patologie rappresenta la maggiore causa di morte nei paesi industrializzati. Nelle malattie cardiovascoalri rientrano: angina, infarto del miocardio, ischemie cerebrovascolari transitorie o permanenti (ictus).

L’interazione tra parodontite e problemi cardiovascolari si suppone avvenga attraverso due modalità:

  • quella DIRETTA che prevede il passaggio dei batteri dalle tasche parodontali, situate intorno ai denti, al circolo sanguigno e da qui a siti anche distanti dalla bocca;
  • quella INDIRETTA secondo cui, l’infiammazione causata dalla parodontite, farebbe produrre all’organismo delle molecole che, una volta entrate in circolo, possono favorire lo sviluppo di trombi nelle arterie.

E’ fondamentali sottolineare come la prevenzione ed il trattamento della parodontite possano influire positivamente sul benessere dell’individuo, con anche un miglioramento della salute cardiovascolare.

PROTEGGI E RIVITALIZZA I TUOI DENTI

Pubblicato il Novembre 15, 2014

Igiene Prevenzione

Con il passare del tempo i denti possono indebolirsi a causa di cibi e bevande ad elevato contenuto di acidi, situazioni fisiologiche e patologiche o per il naturale processo di invecchiamento. Per questo è fondamentale proteggere i denti per fare in modo che si conservino sani per tutta la vita.

CHE PRODOTTO USARE?
RECALDENT CPP-ACP (fosfopeptide caseinico-calcio fosfato amorfo) è una molecola capace di trasportare ioni calcio e fosfato sulla superficie dei denti proteggendoli dagli attacchi degli acidi. Contribuisce inoltre, a stimolare il flusso salivare.

QUANDO USARE PRODOTTI CONTENENTI CCP-ACP?
• In caso di sensibilità dentale
• Dopo interventi professionali di sbiancamento dentale
• Durante trattamenti ortodontici
• In caso di secchezza delle fauci (patologica o dovuta a farmaci)
• In caso di elevato rischio di carie
• In caso di erosioni
• In caso di ipomineralizzazione dello smalto e fluorosi
• In caso di protesi su denti naturali

COME SI USA ?
Applicare circa un centimetro di prodotto sulle superfici dentali utilizzando un dito. Stendere la crema su tutta la bocca con la lingua e lasciarla agire (almeno 2 minuti ) senza deglutire. Maggiore è il tempo di permanenza all’interno del cavo orale, maggiori saranno i risultati. Una volta espulso l’eccesso di saliva, se non necessario, si può evitare di sciacquare la bocca, ogni residuo si dissolverà gradualmente da solo. non causa
problemi se ingerito.

DOVE POSSO TROVARE IL PRODOTTO?
Non è un prodotto da banco e può essere consigliato e consegnato solo dal medico dentista. In studio eseguiamo una prima seduta con l’igienista la quale successivamente spiegherà la durata e la frequenza dell’uso casalingo e si programmerà un successivo controllo per vedere l’esito del trattamento.