Categoria: Professionalità

“UN PO’ DI NOI”

Pubblicato il Gennaio 16, 2019

Curriculum personale Professionalità

Vi presentiamo la dott.ssa Marta Dal Pont, una delle nostre igieniste dentali. Presente nel nostro studio da Dicembre 2012 si occupa prevalentemente di igiene e prevenzione. Le sue principali mansioni sono: ablazione del tartaro, scaling sottogengivali, sbiancamenti, sigillature, istruzione e motivazione all’igiene domiciliare, applicazione di prodotti remineralizzanti e desensibilizzanti.

FORMAZIONE SCOLASTICA

Dal 2002 al 2007 ha frequentato il liceo scientifico Galileo Galilei di Belluno, successivamente ha conseguito il corso di laurea nell’anno 2012 in Igiene Dentale presso la facoltà di Padova con la tesi dal titolo “Terapia della perimplantite: dubbi e certezze. Revisione della letteratura. Relatori: Ch. Mo Prof. Edoardo Stellini, Dott. Christian Bacci, Dott. Jacopo Pellegrini

SPECIALIZZAZIONI E QUALIFICHE

2009 Peri-implantite: un’infezione emergente

2011 Corso teorico-pratico. Il successo dell’igienista: competenze tecniche e relazionali. Dott.ssa Abbinante A., Dott.ssa Ghianda L.

2012 Sbiancamento dentale: con quale tecnica e quali pazienti? Dott.ssa Franchi I.

Corso di fotografia intra e extra orale. Dott. Favero R.

Parodontologia non chirurgica: tecnologia, protocolli, letteratura ed esperienza clinica, finalizzati alla miglior cura del paziente. Dott. Roncati M.

Congresso degli Igienisti Dentali. La terapia parodontale nella società che cambia: il paziente protagonista. SIDP

2013 Iscrizione alla società italiana di Parodontologia e Implantologia

Congresso degli Igienisti Dentali. Nuove conoscenze e innovazioni tecnologiche in Parodontologia: attualità cinica e prospettive. SIDP

Corso base di fotografia odontostomatologica- Fadmedica

La galenica dei prodotti per oral care: creatività, scienza e tecnologia insieme per la massima efficacia. Dott. Massoli A.

2014 Le malattie orali di comune osservazione. Dott. Ficarra G.

La terapia fotodinamica e i probiotici: nuove possibilità terapeutiche nel controllo. Dentalcampus Milano

Osteonecrosi da bifosfonati: diagnosi, prevenzione e terapia. Dott. Colella G.

2015 Iscrizione alla società Italiana di Parodontologia

Corso pratico di igiene orale. Imparando dall’esperienza. Dott.ssa Tani Botticelli A.

2016 Corso annuale di parodontologia. SIDP

Le basi scientifiche dell’alimentazione. Adveniam

Interazione farmaci e alimenti. Adveniam

2017 Non solo perimplantiti: le patologie perimplantari. Diagnosi, prevenzione e terapia.

Il bruxismo: un viaggio fra le attuali evidenze e i falsi miti. Dott. Manfredini D.

Il counseling breve per tabagisti nel contesto odontoiatrico. Ulss2

L’igienista del futuro. OSMM

Corso base intensivo charside di macrofotografia odontoiatrica. Dott. Rocca G.

2018 Il ruolo dell’igienista nel trattamento delle malattie da biofilm. MeG

ARTICOLI E PUBBLICAZIONI

Terapia delle perimplantiti: dubbi e certezze. Revisione della letteratura. Rivista italiana di igiene dentale; gen-apr 2014

LA RELAZIONE TRA I DENTI E IL DIABETE

Pubblicato il Novembre 19, 2018

Comunicazione Prevenzione Professionalità

 

Tra i denti e il diabete esiste una relazione e chi ne soffre deve prestare particolare attenzione alla salute orale della propria bocca.

Numerosi studi hanno dimostrato che il paziente diabetico ha una maggiore propensione ad andare incontro a gengivite e parodontite. Quest’ultima decorre in modo più grave rispetto al soggetto non diabetico.

I problemi gengivali influiscono negativamente sul controllo del glucosio nel sangue peggiorando il diabete stesso.

 

QUALI SONO I PRINCIPALI PROBLEMI CHE IL DIABETE PROVOCA NEL CAVO ORALE?

I pazienti diabetici sono più predisposti e hanno una capacità ridotta di sconfiggere i batteri che invadono le gengive in quanto le loro risposte immunitarie verso le infezioni sono alterate. Le GENGIVE a lungo INFIAMMATE tendono o a ritirarsi o a creare sacche attorno al dente piene di germi che rafforzano l’infiammazione stessa. Questo quadro è tipico  della PARODONTITE, la patologia che comunemente chiamiamo piorrea, che comporta la perdita di osso che sostiene il dente. L’indebolimento dei tessuti di sostegno causa una diminuzione di stabilità del dente fino alla perdita dell’elemento. La mancata cura e il non adeguato controllo nel tempo della parodontite sono tra le cause più frequenti che possono portare il soggetto all’edentulia.

Altri problemi che riscontriamo nel cavo orale associati al diabete sono: il MUGHETTO (infezione causata dal fungo candida), la SECCHEZZA DELLE FAUCI, ULCERE e CARIE frequenti.

 

COSA FARE PER OVVIARE A QUESTI PROBLEMI?

E’ molto importante AVVISARE L’ODONTOIATRA che si soffre di diabete. Necessario è tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue (diabete compensato) attenendosi alla terapia data da un diabetologo e svolgere regolari controlli dal dentista.  Una CORRETTA IGIENE ORALE composta da spazzolino e dentifricio ogni fine pasto, uniti al filo interdentale, aiutano a prevenire i problemi. Bisogna seguire una dieta povera di zuccheri semplici e complessi e dedicarsi all’ATTIVITA’ FISICA abolendo il FUMO. E’ importante prestare attenzione al sanguinamento gengivale e ricordarsi che un’adeguata terapia parodontale non solo determina il miglioramento della situazione orale ma contribuisce al raggiungimento di un miglior controllo glicemico.

 

L’odontoiatra può svolgere un ruolo importante nella tutela della salute orale del soggetto diabetico e anche nella promozione di stili di vita appropriati.

 

“UN PO’ DI NOI”

Pubblicato il Settembre 26, 2018

Curriculum personale Professionalità

Vi presentiamo la dott.ssa Barea Paola, una delle nostre igieniste dentali. Le mansioni che accuratamente svolge nella nostra clinica sono: ablazione del tartaro sopra gengivale, scaling sotto gengivale, compilazione della cartella parodontale, sbiancamento, sigillature dei solchi dentali e gestione della salute orale del paziente in base alla situazione anamnetica (paziente disabile, oncologico, gestante) e terapeutica (trattamento ortodontico, parodontale, chirurgico) con programmi dedicati.

FORMAZIONE SCOLASTICA

Dopo il diploma al liceo sperimentale ad indirizzo chimico-biologico ha proseguito gli studi laureandosi, presso la facoltà di Padova, in Igiene dentale. Durante il corso di laurea ha svolto un tirocinio guidato di 1375 ore presso il reparto di Pedodonzia dell’ospedale di Castelfranco (TV) e di odontostomatologia dell’ospedale di Montebelluna(TV).

SPECIALIZZAZIONI E QUALIFICHE

  • 13,14 Gennaio, 3,4,24,25 Febbraio 2017 – Brescia

“The game changer – Ridefinizione dell’approccio, del protocollo terapeutico e della gestione del paziente parodontale”

Relatrice Dott.ssa Magda Mensi

  • 27 Novembre 2014 – Padova

” Corso di formazione per addetto al primo soccorso”

  • 8 Novembre 2014 – Firenze

“Laser e sbiancamento dentale: nuove tecnologie, aspetti normativi e opportunità professionali”

  • 19,20 Settembre 2014 – Bologna

1° Congresso nazionale IDEA “We care-professionisti della salute a confronto”

  • 14 Giugno 2014 – Vicenza

Congresso “L’odontofobia a 360°: dalla prevenzione al trattamento”

  • 8 Ottobre 2011 – Treviso

Conferenza promossa dalla società italiana di Parodontologia “Progetto Stili di Vita”

 

L’INTARSIO

Pubblicato il Marzo 12, 2018

Professionalità

 

Negli ultimi anni l’utilizzo delle tecniche adesive, grazie ai cementi compositi, ha permesso la nascita di nuove soluzioni riabilitative. Una di queste è l’intarsio. E’ una soluzione interposta tra la semplice otturazione e una corona.

Possiamo semplificare dicendo che l’intarsio dentale è un’otturazione preparata in laboratorio dall’odontotecnico per la ricostruzione dei denti dei settori posteriori (premolari e molari).

Trova il suo utilizzo in denti con una carie molto estesa o con enormi ricostruzioni, che non permettono di realizzare una corretta anatomia. Viene anche richiesto per ottenere risultati estetici ottimali. Nei casi in cui una semplice otturazione non sia sufficiente l’intarsio è una procedura da valutare perché presenta alcuni vantaggi rispetto alla corona: necessita un minor tempo di realizzazione e minori sedute, permette di mantenere vitale il dente, ha un costo più contenuto

 

Due sono gli appuntamenti per eseguirlo:

  • Nella prima seduta verrà preparata la cavità. Viene rimossa l’otturazione difettosa, antiestetica in amalgama, o la carie. Si prende un’impronta con un materiale estremamente preciso. Viene inviata al laboratorio per la creazione dell’intarsio. Si sceglie, per mezzo di una scala colori, il colore adeguato per avere un risultato naturale. Il dente è temporaneamente chiuso con un’otturazione provvisoria per evitare sensibilità al paziente.
  • Nel secondo appuntamento, una volta controllata la perfezione del lavoro, l’odontoiatra procederà alla cementazione. La cementazione deve essere eseguita in un ambiente asciutto, per cui, se fattibile, sotto diga di gomma. Si utilizza un composito adesivo, per creare un’intima adesione tra intarsio e dente. Una volta polimerizzato il cemento viene controllata l’occlusione.

 

Tre sono le tipologie di intarsio in base all’estensione:

  • INLAY: intarsio riguardante solo la parte masticatoria del dente senza interessamento delle cuspidi (le parti più prominenti del dente)
  • ONLAY: intarsio comprendente alcune cuspidi
  • OVERLAY: intarsio che racchiude tutte le cuspidi, ma non l’intero dente.

 

Due sono i materiali ad oggi utilizzati:

  • composito
  • ceramica

 

Quali sono i VANTAGGI dell’intarsio?

  • Elevata precisione nella chiusura marginale
  • ottima durata nel tempo
  • perfetta estetica
  • biocompatibilità con i tessuti.

 

Se un dente è trattato endodonticamente l’odontoiatra provvederà ad alcune valutazioni:

  • età
  • parafunzioni
  • quantità di pareti e cuspidi residue
  • posizione del dente: funzionalità ed estetica
  • predisposizione alla cariorecettività.

 

Conclusioni:

L’intarsio dentale è una valida soluzione conservativa che dà stabilità ai denti molto compromessi e una corretta anatomia e funzionalità.

PRENDITI CURA DELLE GENGIVE, IL TUO CUORE RINGRAZIERA’!

Pubblicato il Febbraio 13, 2018

Igiene Prevenzione Professionalità

E’ ormai noto come il corpo umano sia un insieme di organi che non possono essere presi in considerazione separatamente. Questo vale anche per denti e gengive.

A livello del cavo orale, uno dei problemi più comuni è la parodontite, conosciuta anche come piorrea. E’ una malattia multifattoriale, di origine batterica, che colpisce i tessuti che sostengono il dente tra cui osso e gengiva. Se non correttamente curata può avere effetti negativi sulla capacità masticatoria, sull’estetica e può portare alla perdita dei denti.

Da recenti dati riportati in letteratura, l’American Academy of Periodontology e la Federazione Europea di Parodontologia, hanno stabilito che esiste un legame tra la malattia parodontale e le malattie cardiovascolari.

Questo gruppo di patologie rappresenta la maggiore causa di morte nei paesi industrializzati. Nelle malattie cardiovascoalri rientrano: angina, infarto del miocardio, ischemie cerebrovascolari transitorie o permanenti (ictus).

L’interazione tra parodontite e problemi cardiovascolari si suppone avvenga attraverso due modalità:

  • quella DIRETTA che prevede il passaggio dei batteri dalle tasche parodontali, situate intorno ai denti, al circolo sanguigno e da qui a siti anche distanti dalla bocca;
  • quella INDIRETTA secondo cui, l’infiammazione causata dalla parodontite, farebbe produrre all’organismo delle molecole che, una volta entrate in circolo, possono favorire lo sviluppo di trombi nelle arterie.

E’ fondamentali sottolineare come la prevenzione ed il trattamento della parodontite possano influire positivamente sul benessere dell’individuo, con anche un miglioramento della salute cardiovascolare.

LE FACCETTE DENTALI

Pubblicato il Giugno 13, 2017

Professionalità

Le faccette nei settori frontali, come gli intarsi per quelli posteriori, sono diventate negli ultimi anni una possibilità in più per venire incontro alle esigenze estetiche. Sono entrambe metodiche che permettono di conservare gli elementi dentali e la loro vitalità.

 

COSA SONO LE FACCETTE?

Sono delle sottili lamine in ceramica (spesso non superiori a 0,3 mm) che si applicano sulla superficie dei denti anteriori per migliorarne l’estetica.

 

INDICAZIONI

Le faccette hanno lo scopo di migliorare i denti nella forma, posizione e colore. Le principali indicazioni sono:

  • denti fratturati
  • denti usurati da parafunzioni,
  • denti abrasi
  • denti con discromie
  • denti malformati
  • diastemi (spazi accentuati tra i denti)

 

VEDERE PRIMA DI COSTRUIRE

Essendo le faccette in ceramica estetica uno dei migliori presidi per donare un sorriso armonico ai pazienti è necessario prima di tutto eseguire una visita accurata. Il medico valuterà lo stato di salute di denti, gengive, ed eseguirà un attento esame della masticazione del paziente: la presenza di alcune parafunzioni come il bruxismo (stringere i denti tra di loro) possono essere dei fattori di rischio per il trattamento.

Una volta stabilita la salute del cavo orale il medico farà le adeguate valutazioni estetiche. Saranno prese delle impronte per poter realizzare dei modelli in gesso della bocca per studiare al meglio le possibili soluzioni. Verranno anche eseguite alcune foto del caso clinico.

Il paziente ha la possibilità di vedere prima il risultato del trattamento tramite una ceratura diagnostica che mostra sul modello in gesso il risultato prefissato. Inoltre, grazie alla tecnica mock up, è possibile creare direttamente nella bocca del paziente la forma dei denti definitivi. Verranno costruiti sopra ai denti esistenti con una resina composita per mezzo di una mascherina individuale creata in laboratorio. La tecnica mock up è molto utile ed apprezzata sia dal paziente che dal clinico. Permette di valutare in bocca ciò che si potrà ottenere e consente di considerare alcune modifiche. Inoltre il composito è “attaccato” provvisoriamente al dente e di facile rimozione. Spesso il paziente rimane con il dente ricostruito fino a casa per mostrare ai propri cari il risultato possibile prima di togliere tranquillamente da solo la resina.

IL DENTE RIMANE INTEGRO?

Una volta stabilito prima il risultato che si vuole ottenere si procede alla limatura minima e superficiale della parte anteriore del dente per permettere la correzione di alcune situazioni di disparallelismo. Si esegue un’accurata impronta per consentire al tecnico di poter creare le faccette individuali adeguate al singolo caso. In alcune situazioni la limatura della superficie anteriore del dente non è neppure necessaria e comunque risulta sempre molto ridotta. L’obbiettivo è di avere un minimo dispendio biologico e di mantenere gran parte del dente integro. Si evita la limatura di tutto l’elemento in passato sempre necessaria per ricoprire il dente con una corona (capsula).

 

COME FANNO A RIMANERE ATTACCATE?

La realizzazione delle faccette è oggi possibile grazie ai cementi compositi. Questi innovativi cementi permettono un’intima adesione tra la ceramica trattata della faccetta e la dentina o lo smalto del dente. Prima di eseguire la cementazione il medico si accerta della piena soddisfazione del paziente. Verrà mostrato come le faccette si adattano alla sua bocca e come appare il sorriso. Verranno provate differenti paste di prova che simulano il colore dei differenti cementi utilizzabili per scegliere il più adeguato. Ciò è importante per permettere un controllo anche dei minimi particolari.

 

CI SONO PARTICOLARI PRECAUZIONI DA SEGUIRE?

Le faccette sono più resistenti di un’otturazione marginale di un incisivo però anch’esse, come i denti naturali, possono scheggiarsi. Necessaria è perciò un’attenta valutazione della chiusura della bocca o della presenza di parafunzioni come il bruxismo (che può essere corretta con un bite). Il paziente deve avere l’adeguata cura per il lavoro svolto evitando di addentare cibi troppo duri o alcune abitudini scorrette come masticarsi le unghie o le penne.

Come sempre in bocca molto importante è un’adeguata pulizia che non necessita di nulla di particolare se non l’uso corretto e quotidiano di spazzolino e filo interdentale per evitare il crearsi di carie nella porzione di dente naturale restante o di colorazioni che possono negli anni rovinare il risultato ottenuto. Importante è rimuovere la placca a livello gengivale per evitare una recessione che danneggia l’estetica.

Le faccette forniscono al medico un’arma in più per ottenere adeguati risultati estetici con una metodica poco invasiva. Non necessitano di particolari accorgimenti nel mantenimento, se non ciò che si dovrebbe fare normalmente anche per i denti naturali.

Amalgama d’argento.

Pubblicato il Febbraio 22, 2017

Professionalità

 

Gentili pazienti,

mi sento in dovere di scrivervi in prima persona riguardo un argomento di carattere scientifico che con una certa regolarità viene proposto in qualche trasmissione televisiva o in qualche rivista non del settore: le otturazioni in amalgama d’argento (quelle grigie, in “piombo” come si diceva una volta, per intenderci). Per questo vi chiedo due minuti del vostro tempo per leggere questo post.

Mi riferisco in particolar modo ad un servizio della trasmissione “Le Iene” che a dicembre ha sollevato nuovamente la questione.

Mi sento, come scrivevo, in dovere di darvi alcuni chiarimenti perché vorrei mettere a vostra disposizione le conoscenze che noi oggi abbiamo e le scelte che da clinico sono portato a fare.

L’amalgama è da tempo un materiale molto contestato in quanto contiene, anche nelle formulazioni più recenti, mercurio, elemento chimico di cui si sa da tempo la neurotossicità.

In letteratura si sono eseguiti molti studi in merito e fino ad oggi nessuno ha mai dimostrato la tossicità delle otturazioni in amalgama e per questo attualmente non esiste alcuna norma che ne vieti l’utilizzo ma solo alcune limitazioni su donne in gravidanza o allattamento, bambini sotto i 6 anni e pazienti con patologie renali gravi.

I momenti in cui si hanno le maggiori emissioni di mercurio sono in fase di esecuzione o di rimozione dell’otturazione.

Nella mia professione ho il dovere di eseguire ciò che la scienza oggi ci dice e di tutelare su quelle basi di conoscenza la salute dei miei pazienti. Ho anche il dovere, come odontoiatra e anche come uomo, di pormi dei dubbi e di cercare le risposte che però non devono in alcun modo essere influenzate da sentimenti personali o visioni personali che non hanno nulla a che fare con dimostrazioni scientifiche.

Per questo in studio, sin dal primo giorno, abbiamo deciso di non eseguire mai su nessuno otturazioni in amalgama, materiale da noi completamente bandito, e di eseguire le rimozioni necessarie secondo le norme di legge, con la presenza di un filtro raccoglitore di amalgama nella pompa di aspirazione e lo smaltimento apposito del materiale con una ditta che si occupa dei rifiuti speciali.

Quando un paziente mi chiede un parere sulle sue otturazioni “grigie” riceve da me le risposte su quanto oggi è dato sapere e i dubbi che ancora ci sono ma non riceverà mai l’indicazione alla rimozione perché nulla oggi di scientifico mi porta a dover consigliare ciò.

Alcuni colleghi lo fanno e aggiungono anche l’assunzione di farmaci omeopatici (farmaci che in America devono riportare sulla confezione la scritta che non è mai stata provato che facciano del bene) in base a protocolli che di scientifico non hanno nulla. La linea tra eccesso di zelo e truffa a vantaggio delle proprie tasche è molto sottile.

I casi proposti nel servizio de “Le Iene” in cui alla rimozione delle otturazioni si avevano benefici sia di sintomatologia sia riscontrabili strumentalmente su pazienti con Sclerosi Multipla sono molto interessanti ed andrebbero studiati più a fondo, andrebbe compreso perché su di loro le otturazioni in amalgama hanno avuto questo effetto e perché su milioni di persone no. Il bello della scienza è proprio la possibilità di avere un metodo che nei secoli si è dimostrato valido e che non preclude mai la possibilità di nuove conoscenze, ma anzi dovrebbe incentivarle. Per cui anch’io come voi desidero che siano eseguiti studi ulteriori perché nulla di più bello esiste che poter aiutare persone con patologie anche gravi, il bello della medicina è proprio questo.

La posizione di ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) e del governo italiano a difesa della amalgama in Commissione Ambiente del Parlamento Europeo che vorrebbe eliminare tutto ciò che contiene mercurio, amalgama compresa, non ha per nulla il mio appoggio. Trovo sia una posizione volta a tutelare i dentisti più anziani che sono i maggiori utilizzatori di amalgama e le strutture pubbliche dove ancora viene usata per il suo basso costo in rapporto alle otturazioni in composito.

In un mondo dove le tecniche adesive ci permettono risultati sempre migliori con compositi e ceramiche, dove un farmaco per l’Alzheimer ha stimolato le cellule staminali nella polpa dentale dei topi a rigenerare la dentina, uno dei tessuti del dente, un piccolo viaggio in quello che potrebbe essere il futuro,  trovo che l’Italia stia sostenendo una posizione anacronistica.

Un bravo collega dice sempre ai pazienti che gli chiedono del mercurio nelle otturazioni in amalgama di non mangiare più pesce perché è la fonte principale di mercurio. Ha ragione ma trovo che sia un atteggiamento troppo volto a sminuire dubbi legittimi che però non devono generare sentenze affrettate o terapie non legittimate da studi validi.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro in un discorso complesso.

Colgo l’occasione per porre a tutti voi cordiali saluti.

 

Jacopo Pellegrini

L’IMPORTANZA DELLA DIGA DI GOMMA.

Pubblicato il Dicembre 14, 2015

Professionalità

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Cos’è la diga di gomma?
La diga è un foglio in lattice, o in altro materiale per pazienti allergici, che viene applicato intorno agli elementi dentari durante le sedute di conservativa (otturazioni) ed endodonzia (devitalizzazione di denti).

A cosa serve?
La diga è un elemento fondamentale per eseguire delle cure corrette che possano avere successo a lungo termine.
Lo scopo della diga è quello di isolare la zona dove si lavora in modo da separarla dal resto del cavo orale e quindi dalla saliva.
Se la saliva contaminasse le superfici di un dente sottoposto ad un’otturazione non permetterebbe il corretto legame micromeccanico (quasi chimico) che avviene tra i compositi (i materiali bianchi da otturazione) ed il dente, o tra i vari strati di composito che formano l’otturazione. La necessità di tenere la zona operativa priva di umidità rende la diga un aiuto importantissimo per poter eseguire delle otturazioni che durino nel tempo.
Ancora più importante è l’uso della diga in endodonzia, dove lo scopo del trattamento è quello di detergere e disinfettare i canali pulpari del dente. Se non si usasse la diga la saliva con i batteri in essa contenuti infetterebbero la cura con conseguente fallimento nel tempo della stessa. La diga protegge invece la zona di lavoro e, come dimostrato da numerosi studi, diventa garanzia di successo a lungo termine (come riportato dalla Società Italiana di Endodonzia http://www.endodonzia.it/articoli/diga-di-gomma/)
La diga inoltre protegge le mucose da possibili traumi ed evita che qualche strumento possa venire ingoiato.

Come si usa?
La diga viene applicata con facilità da un operatore esperto. Si eseguono dei fori sul foglio, uno per ogni dente che serve venga isolato. Il foglio viene tenuto in sede da un uncino che abbraccia un dente e teso con un archetto. Il naso del paziente rimane libero per una corretta respirazione e nel caso che si formi della saliva che non si riesce a deglutire la zona opposta a quella di lavoro rimane libera e permette l’inserimento in bocca di un aspira-saliva.

Come possiamo capire la diga è uno strumento semplice ma il cui utilizzo determina un incremento considerevole della qualità del lavoro svolto.

LA STERILIZZAZIONE

Pubblicato il Ottobre 20, 2015

Professionalità

Cosa avviene in Sterilizzazione?

Il processo di sterilizzazione eseguito dal nostro Studio rispetta un protocollo preciso a garanzia della salute del paziente.

Trattamenti pre-sterilizzazione

Decontaminazione: riduzione della carica batterica degli strumenti contaminati attraverso l’immersione in una vasca contenente disinfettante ad alta attività;
Risciacquo: rimozione dei residui di disinfettante dagli strumenti decontaminati;
Lavaggio/detersione: rimozione dei residui di varia natura dagli strumenti;
Risciacquo: rimozione dei residui detergente;
Asciugatura: verifica degli strumenti prima del confezionamento e della sterilizzazione.

Le azioni prima descritte possono essere svolte contemporaneamente dal termodisinfettore.

Trattamenti di sterilizzazione

Confezionamento: vengono imbustati tutti gli strumenti critici e semi-critici al fine di favorire l’utilizzo monopaziente. Le buste permettono il mantenimento della sterilità dopo il processo di sterilizzazione in autoclave;
Sterilizzazione: gli strumenti imbustati vengono sterilizzati mediante autoclave;
Stoccaggio: il materiale sterile imbustato viene conservato in cassetti chiusi ed idonei al mantenimento della sterilità.

Ogni busta viene affrancata con un’etichetta riportante l’autoclave che ha eseguito il ciclo, il tipo di ciclo effettuato, l’operatore che ha seguito la procedura, la data di sterilizzazione e la data di scadenza della stessa.
L’etichetta sulle buste permette:

la Conservazione ed il mantenimento della sterilità: ogni settimana viene eseguito un controllo di tutti gli strumenti e quelli che nell’arco della settimana stessa vanno in scadenza vengono sterilizzati nuovamente prima della data.
la Rintracciabilità: dopo ogni seduta l’etichetta viene applicata alla scheda del paziente in corrispondenza della data nel diario clinico in modo da poter sempre, anche a distanza di tempo ed anche grazie al “Registro sterilizzazione”, risalire al ciclo di sterilizzazione eseguito.

Registro Sterilizzazione

Ogni giorno le assistenti eseguono il test di preriscaldamento ed a vuoto dell’autoclave per accertarsi del suo corretto funzionamento. L’esito di tali test viene riportato sul registro.
Per ogni ciclo dell’autoclave vengono quindi segnalati:
– Data,
– Numero identificativo del ciclo,
– Esito del ciclo rilasciato dall’autoclave al termine del processo (che viene poi allegato al registro),
– Firma dell’operatore che convalida i risultati.

Nel Registro sterilizzazione vengono inoltre allegati tutti i test eseguiti con cadenza regolare:

– Vacuum test: eseguito su ogni ciclo,
– Helix test: eseguito mensilmente,
– Test biologico: eseguito trimestralmente; vengono inserite delle capsule con delle spore nell’autoclave e, al termine del ciclo di sterilizzazione, un apposito dispositivo analizza l’efficace e reale disattivazione delle spore stesse.

I passaggi sopra elencati vengono eseguiti ogni giorno e per tutti i cicli di sterilizzazione effettuati, inoltre ogni dato viene registrato ed archiviato.

Per questo siamo orgogliosi di dirvi che possiamo risalire, in qualsiasi momento,
ai dati sugli strumenti utilizzati anche in sedute di anni prima,
con la certezza che la sterilità sia stata sempre rispettata.

La qualità è anche avere cura della vostra salute.

LO SBIANCAMENTO DEI DENTI VITALI

Pubblicato il Giugno 12, 2015

Professionalità

Quali sono le cause del cambiamento del colore dei denti?

Il cambiamento del colore dei denti può essere dovuto ad agenti interni, quali antibiotici (tetracicline) assunti durante la formazione del dente, o ad alterazioni nella formazione dello smalto, oppure a fluorosi, oppure a cause estrinseche come ad esempio tutti gli alimenti e bevande che possono “macchiare” i nostri denti, come caffè, ed il fumo.

Una causa ulteriore, che deve essere trattata con uno sbiancamento interno, può essere la devitalizzazione del dente.

In cosa consiste lo sbiancamento dei denti vitali?

Lo sbiancamento professionale è una procedura odontoiatrica che rende i denti più bianchi.
E’ un trattamento estetico tra i più popolari e tra i più richiesti.
Lo sbiancamento avviene mediante un gel, che penetra nello smalto e nella dentina del dente, e liberando radicali di ossigeno “distrugge” i pigmenti organici.

E’ necessario eseguire un visita prima?

E’ sicuramente necessario eseguire una visita preliminare. Deve essere il professionista a valutare quale possa essere la causa della pigmentazione dei denti e quali risultati realisticamente si possano ottenere.
Deve essere valutata la presenza di otturazioni o manufatti protesici in zone estetiche, in quanto resterebbero dello stesso colore.
Si deve valutare inoltre se il paziente si debba sottoporre prima ad una seduta di igiene, in quanto è ovvio che non ci si possa sbiancare i denti se questi non siano stati prima puliti.

Ci sono controindicazioni o complicanze?

Le controindicazioni sono relative, per cui in linea generale chiunque può sottoporsi ad uno sbiancamento. Si evita di eseguirlo in soggetti troppo giovani per la vicinanza della polpa dentale.
Le complicanze sono esigue; solo in alcuni soggetti si può presentare una leggera sensibilità che sparisce nel giro di pochi giorni.
Effettuiamo da anni sbiancamenti nel nostro studio e mai nessuno si è lamentato della sensibilità.
Spesso i pazienti sono convinti che lo sbiancamento possa rovinare i denti. Questa leggenda non è sostenuta da alcuna prova scientifica ed ovviamente il prodotto deve essere utilizzato nei modi e nei tempi corretti da professionisti qualificati.

Cosa si deve fare dopo lo sbiancamento e quanto dura?

Dopo la seduta di sbiancamento si deve seguire una dieta bianca. I denti inizialmente sono a livello microscopico più porosi e assorbirebbero subito i pigmenti. Nel giro di tre giorni la situazione viene ripristinata grazie agli ioni presenti nella saliva.
L’effetto di sbiancamento può durare anche molto a lungo, ovviamente molto dipende dalle abitudini alimentari e di vita del paziente.