Categoria: Professionalità

LA SINDROME DELLE APNEE OSTRUTTIVE DEL SONNO

Pubblicato il Gennaio 13, 2021

Cure specifiche Professionalità

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno è un disturbo respiratorio che si manifesta con episodi di ostruzione completa o parziale delle vie aeree superiori durante il sonno. La persona che soffre di questo disturbo di solito russa e mentre dorme smette di respirare per alcuni secondi finché un riflesso protettivo non scatena una specie di risveglio, di cui in genere non è consapevole, e un ritorno regolare del respiro.

 

Come si riconosce una persona che soffre di questo disturbo?

Diversi sono i sintomi che le persone che soffrono di apnee notturne manifestano. I sintomi notturni più rilevanti sono il russamento, le pause respiratorie, la sensazione di soffocamento, il bisogno di urinare durante la notte, una sudorazione eccessiva del trono e del capo. Al risveglio si può avere la sensazione di non aver dormito a sufficienza, avere la bocca secca o avere mal di testa.

Durante il giorno i sintomi che maggiormente si riscontrano sono la sonnolenza, disturbi cognitivi come la difficoltà a concentrarsi e disfunzione sessuale.

Le donne in età post-menopausa più spesso manifestano sintomi più difficili da riconoscere come l’insonnia o la depressione.

 

Quali sono le conseguenze per la salute?

Le apnee ostruttive sono pericolose per la salute. Chi ne soffre può andare incontro a ipertensione arteriosa, disturbi metabolici come i diabete e problemi cardiovascolari quali ictus e infarto.

 

Cosa fare?

L’unico modo per diagnosticare la patologia è sottoporsi a un monitoraggio cardio-respiratorio notturno. Un esame da svolgere comodamente a casa, nel proprio letto, tramite un dispositivo che misura i parametri vitali tra cui la saturazione di ossigeno, il flusso aereo, la frequenza cardiaca e i movimenti toracici. L’analisi attenta dei risultati da parte di un medico del sonno permetterà di individuare la malattia, la sua gravità e l’eventuale necessità di una terapia.

 

Come si cura?

In base alla situazione, le terapie da valutare sono la maschera C-Pap, che insuffla aria nelle vie aeree impedendone il collasso, la terapia chirurgica da parte dell’Otorinolaringoiatra o del chirurgo maxillo-facciale o la terapia odontoiatrica. Il paziente sovrappeso può inoltre trarre beneficio dal dimagrimento.

 

Il dentista che ruolo svolge?

L’odontoiatra riconosce i pazienti a rischio Osas in base a conformazioni tipiche di lingua, palato, mascellari e indirizzarlo nel percorso diagnostico. Un cospicuo gruppo di pazienti può beneficiare della terapia con il protrusore gestita direttamente dall’odontoiatra. Si tratta di un apparecchio costruito e calibrato sul paziente che permette l’avanzamento della mandibola durante la notte ampliando lo spazio elle vie aeree impedendone il collasso.

 

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno è pericolosa per la tua salute. Riconoscerne i sintomi è il primo passo verso una terapia.

Pensi di soffrirne? Chiedi un consulto ai nostri professionisti.

 

 

 

“UN PO’ DI NOI”

Pubblicato il Dicembre 17, 2020

Curriculum personale Professionalità

Abbiamo il piacere di presentarvi la dottoressa Gandelli Margherita, odontoiatra specializzata in ortodonzia.

FORMAZIONE SCOLASTICA

Diplomatasi presso il liceo scientifico “P. Levi” di Montebelluna nel 2009, ha conseguito la laurea presso l’Università “Alfonso X El Sabio” a Madrid laureandosi nel 2014. Successivamente con il master ha ottenuto la specializzazione in ortodonzia.

SPECIALIZZAZIONI E QUALIFICHE

  • Treviso 2020, Corso “Il piano di trattamento interdisciplinare nei casi parodontalmente compromessi”. Dr.Capri Diego e Dr. Ori Giacomo
  • Treviso 2019, Corso “Il viaggio del paziente: strategie per la costruzione del rapporto migliore”. Dr.Ferrari Roberto
  • Treviso 2019, Corso “Restauri diretti anteriori: dalla 4A classe alla riabilitazione del sorriso con faccette dirette”. Dr. Bambace Marco
  • Treviso 2019, Corso “Ortodonzia e armonia facciale”. Dr. Conte Roberto
  • Bologna 2019, Corso “Ortodonzia dell’età evolutiva: dagli indici di necessità di trattamento alla sinergia terapeutica tra fase 1 e fase 2”. Dr. Mandelli Gualtiero
  • Treviso 2018, Rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione precoce.
  • Treviso 2018, Corso “La documentazione fotografica intra ed extraorale in odontoiatria”. Dr. Favero Roberto
  • Treviso 2018, Corso “Strutture anatomiche del cavo orale di interesse chirurgiche: conoscerle, evitarle, proteggerle”. Dr. Perini Alessandro
  • Bologna 2017, Corso “Odontoiatria pediatrica: la ricerca di soluzioni pratiche per vivere meglio con i nostri piccoli pazienti”. Dott.ssa Birardi Vincenza
  • Svizzera 2017, Congresso Europeo di Ortodonzia.
  • Roma 2017, Corso Certificato Invisalign.
  • Anno 2017, Corso “Gestione del morso aperto orizzontale con considerazioni estetiche e funzionali. Quali sono i limiti?”. Dr. Carlos Flores Mir e Dr. Rafael Muñoz Morente
  • Anno 2017, Corso “Trattamento delle malocclusioni trasversali”. Dr. Alberto Albaladejo Martínez
  • Anno 2017, Corso “Abilitazione all’uso del sistema di allineatori trasparenti Air Nivol”. Dr. D’Antó  Vincenzo e Dr. Comola Franco

“UN PO’ DI NOI”

Pubblicato il Settembre 11, 2020

Curriculum personale Professionalità

Abbiamo il piacere di presentarvi il dottor Infanti Mauro, nostro igienista dentale da maggio 2019.

FORMAZIONE SCOLASTICA

Diplomatosi al liceo linguistico “Francesco Da Collo” nel 2014, ha conseguito la laurea, col massimo dei voti, in Igiene dentale presso l’università degli studi di Trieste nel 2018.

PROGETTI UNIVERSITARI

  • Marzo 2017 e 2018 Progetto di prevenzione “Live MOUTH SMART” a Trieste in occasione della Giornata Mondiale della Salute Orale
  • Maggio 2018 Progetto di prevenzione primaria “SorriDente” presso la scuola primaria slovena “Milcinski”
  • Ottobre 2017 e 2018 Progetto di prevenzione primaria “Sorridiamo a Gradisca” nelle scuole primarie triestine

SPECIALIZZAZIONI E QUALIFICHE

  • Marzo 2019 “In punta di lingua- Considerazioni ortodontiche, logopediche e posturali
  • Marzo 2019 “Il laser a diodi nella pratica quotidiana dell’igienista dentale
  • Giugno 2019 “Sbiancamento dentale e social media: istruzioni all’uso per lo sbiancamento dentale”
  • Settembre 2019 “Le parole nella comunicazione della patologia: empatia, verità ed emozioni”
  • Ottobre 2019 “Il controllo del biofilm: cosa sappiamo e dove sta andando la ricerca”
  • Novembre 2019 “Risk factors, staging e grading: la vera sfida per la stabilità della malattia parodontale”
  • Gennaio 2020 “Ansia, stress e disturbi del sonno: come il microbiota influenza la nostra salute mentale”

ORTODONZIA INVISIBILE

Pubblicato il Luglio 10, 2020

Cure specifiche Professionalità

L’ortodonzia è la disciplina odontoiatrica che si occupa dello studio, della diagnosi e della terapia della posizione scorretta di uno o più elementi dentali in età adulta e della correzione di problemi ortopedici e funzionali in età precoce.

Quali sono i trattamenti possibili in età adulta?

  1.  apparecchio fisso metallico (placchette metalliche posizionate su ogni dente)
  2. apparecchio fisso estetico (placchette in ceramica posizionate su ogni dente)
  3. apparecchio fisso linguale (placchette sui denti interessati nella loro posizione linguale/palatale
  4. apparecchi rimovibili trasparenti chiamati “allineatori o ortodonzia invisibile”

 

L’ortodonzia invisibile è sempre di più l’apparecchio prescelto tra i pazienti adulti che desiderano non solamente una cura efficace ai propri problemi dentali ma anche l’estetica e una terapia poco invasiva.

Vediamo insieme i punti salienti di questa tipologia di apparecchio:

  •  sono mascherine trasparenti costruite su misura per ogni paziente
  •  si applicano nella maggior parte dei casi su entrambe le arcate durante un periodo variabile di tempo a seconda della difficoltà del caso
  •  vengono applicati degli spessori in composito (materiale bianco normalmente usato per le ricostruzioni dentarie) su alcuni denti e riprodotti sulle mascherine per aumentare la ritenzione di queste e per guidare i movimenti dei denti verso l’obiettivo prefissato
  •  ogni mascherina deve essere indossata per almeno 20-22 ore al giorno perciò il paziente deve toglierle SOLO per mangiare e per lavarsi i denti
  •  ogni due settimane circa si sostituisce la mascherina con quella successiva
  •  la possibilità di poter togliere la mascherina consente al paziente di avere un’igiene ottima durante tutto il trattamento
  •  in questo tipo di terapia la collaborazione è fondamentale, se questa non viene rispettata l’efficacia del trattamento potrà essere compromessa

Questa tipologia di ortodonzia presenta  molti vantaggi, è perfetta per chi cerca l’estetica ed è ottimale per chi deve risolvere malocclusioni semplici;  per affrontare situazioni con un maggior tasso di gravità consigliamo di  privilegiare uno degli altri tipi di trattamenti che l’ortodonzia offre.

“UN PO’ DI NOI”

Pubblicato il Maggio 28, 2020

Curriculum personale Professionalità

Vi presentiamo il dottor Alvise Piccolo, odontoiatra che collabora con noi da marzo 2019. In Clinica Pellegrini si occupa di conservativa, endodonzia, chirurgia e protesi.

FORMAZIONE SCOLASTICA

Dopo aver conseguito il diploma al liceo scientifico tecnologico P.Levi, si è laureato nel 2012 presso l’Università degli studi di Padova in Odontoiatria e Protesi Dentaria. Dopo la laurea ha frequentato un Master di II livello in Endodonzia sempre presso l’università padovana.

SPECIALIZZAZIONI E QUALIFICHE

  • 2014  “Odontoiatria Conservativa diretta e indiretta dei settori anteriori e posteriori” (Prof. Spreafico)
  • 2015  “Preparazioni verticali secondo la metodica BOPT” (Prof. Prati)
  • 2015  “Utilizzo del laser nella pratica clinica” (Prof. Sambri)
  • 2016  “Valutazione estetica e funzionale nel piano di trattamento della riabilitazione protesica. Preparazioni, impronte e gestione del provvisorio in protesi fissa. Corso teorico-pratico” (Prof. Fradeani)
  • 2016  “Diagnosi e terapia dei disordini cranio mandibolari. Corso teorico-pratico” (Prof. Prati)
  • 2017  “Il sistema stomatognatico nel contesto posturale – Ortocraniodonzia” (prof. Stefanelli)
  • 2017  “Le disfunzioni temporo-mandibolari: approccio sistemico” (Prof. Stefanelli)
  • 2017  “Diagnosi e trattamento parodontale e implantare” (Prof. Longhin)
  • 2019-2020 frequenza al Master di I livello di Posturologia Clinica presso l’università di Pisa

FREQUENZA AD ALTRI CORSI/SERATE/CONGRESSI/INCONTRI

  •  “Ipnosi e dolore. Aspetti fisiopatologici, etici e terapeutici” (Padova, 2013)
  •  Congresso di patologia e chirurgia oro maxillo facciale. “Il cavo orale come spia di malattie sistemiche” (Trieste, 2015)
  •  “Tecniche chirurgiche rigenerative e gestione dei tessuti molli” (Treviso, 2015)
  •  “La salute del cavo orale nella prevenzione delle malattie sistemiche” (Castelfranco V.to, 2015)
  •   Congresso “Complicanze nella moderna odontoiatria: prevenzione, gestione e trattamento” (Padova, 2016)
  •  “Formazione specifica: rischio chimico, biologico, stress lavoro correlato, gestanti” (Montebelluna, 2016)
  •  “Rivoluzione digitale: come migliora il futuro dell’odontoiatria” (Treviso, 2016)
  •  “Maryland Bridge metal free. La presa del colore in protesi fissa” (Treviso, 2017)
  •  “Corso introduttivo all’ipnosi clinica” (2017)

LA SALIVA, UNA NOSTRA ALLEATA!

Pubblicato il Marzo 25, 2020

Professionalità

La saliva alleata della nostra salute? Ebbene sì!

La saliva è un liquido inodore e incolore prodotto dalle ghiandole del cavo orale: parotidi, sottolinguali e sottomandibolari sono le maggiori. E’ costituita dalla quasi totalità da acqua e per una minor parte da sostanze inorganiche (come ad esempio fosfati) e sostanze organiche (enzimi, albumina,..).

Generalmente il ph salivare è neutro e oscilla tra il 6,5 e il 7,5. Quando mangiamo il livello cambia per tornare alla normalità entro un paio d’ore. Se ciò non accade si parla di ph acido o basico. Questo espone denti e gengive a rischio di alcune patologie.

LE FUNZIONI DELLA SALIVA:

  • DIGESTIVA: la digestione inizia dalla bocca. Una buona dentatura permette di triturare adeguatamente il bolo alimentare (cibo e saliva) facendo lavorare meno lo stomaco. Inoltre gli enzimi presenti nella saliva iniziano la digestione delle sostanze nutritive.
  • ANTIBATTERICA: sali minerali, enzimi e proteine in essa presenti svolgono un’azione di protezione e riparazione creando una pellicola su denti, gengive e mucosa orale. Questa pellicola protegge i denti dall’abrasione, limita l’accesso di sostanze dannose allo smalto dentale e favorisce l’apporto di calcio e fluoro per rimineralizzare lo smalto.
  • LUBRIFICANTE: mantiene deterso il cavo orale e facilita la deglutizione e la fonazione.
  • AZIONE DI LAVAGGIO: la saliva aiuta a rimuover i residui di cibo e i microrganismi. Viene così diminuita la formazione di carie.
  • Grazie al suo ph, NEUTRALIZZA GLI ATTACCHI DEGLI ACIDI.
  • PREVIENE LA COMPARSA DI ALITOSI.

Abitudini alimentari errate, sbalzi ormonali, stress emotivo, assunzione di alcuni farmaci alterano la produzione salivare e determinano un aumento di patologie a carico della salute orale.

 

SEMPLICI UTILI CONSIGLI:

  1. E’ buona norma aspettare almeno venti minuti dopo i pasti per lavare i denti. Dopo mangiato il ph della saliva si abbassa e lo smalto dentale viene danneggiato se non si rispetta il tempo richiesto.
  2. E’ importante lavarsi i denti prima di coricarsi perché di notte la produzione salivare diminuisce notevolmente. I denti sono così più esposti ad attacchi dovuti alle sostanze che introduciamo con i pasti.
  3. Una buona igiene orale quotidiana unita ad una diminuzione del consumo di alcol, zuccheri, sostanze acide e bevande gassate aiuta a preservare la protezione che la saliva ci dona.

La saliva, una nostra alleata, ci permette di mantenere il naturale equilibro della salute del cavo orale.

PRESENTAZIONE DOTT.SSA FRANCESCA VANZIN, LOGOPEDISTA

Pubblicato il Ottobre 22, 2019

Professionalità

Clinica Pellegrini vi presenta la logopedista Francesca Vanzin. Gentilmente la dottoressa ha risposto ad alcune domande per voi…

Per iniziare a conoscere la tua professione potresti spiegarci brevemente di cosa ti occupi principalmente?

La logopedia è una disciplina sanitaria che si occupa della prevenzione e del trattamento di tutti i disturbi legati alla comunicazione, al linguaggio e alla voce.

Il logopedista porta il suo contributo in moltissimi settori e in tutte le fasi della vita: nel campo dell’età evolutiva collabora alla diagnosi di disturbi del linguaggio e dell’apprendimento, ponendosi come riferimento per la loro rieducazione. Si occupa inoltre di disturbi della voce e deglutizioni deviate in adulti e bambini. Tratta gli esiti di lesioni cerebrali acquisite in età adulta (afasia, disartria e disfagia) e si pone l’obiettivo di recuperare o rallentare la perdita delle competenze linguistiche e cognitive della terza età conseguenti demenze (ad es. Parkinson, Alzheimer…). Un logopedista quindi si può incontrare in terapia intensiva neonatale come in una residenza per anziani.

 

Logopedia deriva dal greco logos cioè discorso e paideia traducibile con educazione. Quindi educhi le persone al discorso. Dato che la parola è connessa alle capacità cognitive della persona ci sono casi in cui la componente cognitiva o psicologica influenza la capacità di comunicare e come la tua professione potrebbe essere di aiuto?

Il linguaggio dipende da numerosi fattori, ed il suo fascino a mio avviso risiede proprio in questo. La componente cognitiva è senza dubbio fondamentale: è noto come un grave ritardo cognitivo non consenta lo sviluppo di adeguate forme di comunicazione o ancora come funzioni esecutive, motricità fine e percezione, memoria ed attenzione siano strettamente correlate alla pianificazione linguistica (ovvero la produzione di un discorso). Agire anche su queste componenti permette di ottenere maggiori risultati e in tempi più brevi. In pratica con giochi ed attività mirate si cerca di allenare il bambino a percepire la differenza tra due parole simili che differiscono per un unico suono (come ad esempio tane e cane), stimolare la memoria visiva e uditiva, allungare i tempi di attenzione, sintonizzando quest’ultima sul discorso adulto, che fa da modello.

Non va dimenticato che se da un lato le abilità cognitive sono importantissime per uno sviluppo armonico del linguaggio, altrettanto importante è la componente socio-emotiva. Se manca la relazione con l’adulto che funge da mediatore, il bambino non può sviluppare il linguaggio. Tutti noi abbiamo imparato a parlare per imitazione e senza un insegnamento diretto, solo ascoltando e sperimentando. Il mio intervento dunque prevede anche di individuare quali meccanismi si sono inceppati nelle relazioni bambino-adulto, fornendo consigli e strategie per instaurare un rapporto che favorisca la comparsa ed il consolidamento del linguaggio.

 

La lingua è un muscolo piccolo ma molto potente e con un’alta sensibilità. Pensi che nella percezione comune sia adeguatamente conosciuto il ruolo del logopedista e cosa si dovrebbe fare in proposito?

Non è raro, purtroppo, che mi si scambi per il podologo, ovvero colui che ha a cura il piede e le sue patologie. Questo fa capire come nell’opinione comune la figura del logopedista sia ancora poco conosciuta oppure si crede che lavori unicamente con bambini piccoli che “non parlano bene”. In verità la logopedia, come ho cercato di raccontare prima, si occupa di questo e di molto altro.

Il linguaggio, inteso come articolazione dei suoni, fa parte delle funzioni orali insieme a suzione, respirazione, masticazione e deglutizione. Esse sono accomunate dalle strutture e dai muscoli coinvolti nell’espletamento di tali funzioni. Il muscolo più potente e il maggiormente attivo è la lingua: apparentemente innocua e di poco conto, in realtà esercita una spinta media di 1 kg per cm2 ad ogni deglutizione ed insieme alle labbra è responsabile dell’articolazione dei suoni del linguaggio. Il lavoro del logopedista non si limita alle parole e al discorso ma se necessario si estende alla parte più esecutiva, agendo direttamente sul tono muscolare.

 

È dimostrato come la posizione corretta della lingua e il suo movimento corretto, per esempio nella deglutizione, possa influenzare la crescita ossea nei bambini. Esistono casi in letteratura in cui la costruzione di denti anche di poco incongrui come dimensione ha causato problematiche di spazio alla lingua con la formazione di patologie muscolotensive anche a carico di altri muscoli masticatori. In clinica pellegrini ci prendiamo cura della persona nel suo insieme e riteniamo che le nostre professioni siano complementari. Qual è il tuo parere?

Sono pienamente d’accordo nel ritenere le nostre professioni complementari. Mi piace immaginare il logopedista come un porto più che come un’isola; non posso fare il mio lavoro efficientemente se non mi confronto ed interfaccio con gli altri professionisti (siano essi neuropsicomotricisti, ortodontisti, psicologi, fisioterapisti, pediatri, foniatri, …). In questo caso, ovvero quello delle funzioni orali, un approccio multidisciplinare consente di raggiungere un’armonia anatomica e funzionale delle arcate dentarie e del viso nel complesso, riequilibrando la funzione muscolare.

La logopedia (nello specifico la terapia miofunzionale) si inserisce prima, durante e/o dopo l’intervento ortodontico con una valutazione approfondita e l’insegnamento di semplici esercizi che vanno ripetuti con costanza ogni giorno per un periodo di tempo variabile.

Cito Garlainer dicendo che «In ogni battaglia tra i muscoli e l’osso, vince sempre il muscolo» e mi sento di aggiungere che laddove c’è uno squilibrio muscolare (ovvero il muscolo non fa il suo lavoro efficientemente) a risentirne saranno non solo i muscoli strettamente coinvolti ma anche altre strutture anatomiche ed altre funzioni.

Ecco quindi che un ortodontista difficilmente riuscirà ad ottenere un risultato stabile nel tempo se alla base ci sono squilibri muscolari o spinte linguali deviate ed allo stesso tempo, il logopedista non potrà intervenire nell’assetto muscolare se gli spazi strutturali non saranno adeguati.

 

È difficile spiegare in modo esaustivo questo argomento in poche parole, in sintesi vorrei ribadire il valore della comunicazione tra i professionisti e l’altrettanto importante relazione tra la rieducazione delle funzioni orali e il raggiungimento di un’armonia strutturale.

ALITO CATTIVO

Pubblicato il Ottobre 9, 2019

Professionalità

L’alitosi è un disturbo piuttosto diffuso che affligge tutte le età indipendentemente dal sesso. L’emissione di odori sgradevoli emanati durante la respirazione può creare problematiche nelle quotidiane relazioni sociali.
L’alitosi potrebbe essere anche il segnale di una qualche patologia delle prime vie digerenti.

Vediamo allora le cause più frequenti :
Igiene orale : il cibo che residua tra i denti , se non viene rimosso, stimola la crescita dei batteri responsabili dell’alitosi
Malattia parodontale : la parodontite (piorrea) non trattata porta alla formazione di un processo infiammatorio in bocca con moltiplicazione dei batteri e possibile formazione di tasche purulente.
Carie
Bocca secca : la saliva contribuisce all’autodetersione della bocca. Se non c’è sufficiente saliva c’è un maggiore ristagno di placca e residui alimentari
Alitosi da risveglio : la respirazione orale durante le ore di sonno tende a ridurre la salivazione provocando l’alitosi come la condizione precedente di bocca secca (xerotomia)
Fumo : il fumo dà luogo ad alito cattivo in quanto provoca una diminuzione della fluidità salivare.
Problemi digestivi tra cui il reflusso gastro-esofageo
Abuso di alcool
Fattori ormonali : l’alitosi può essere collegata a fattori ormonali come gravidanza e periodo mestruale
Infezioni del tratto respiratorio come bronchite e sinusite
Malattie sistemiche : nelle quali rientrano il diabete e disfunzioni renali.

I rimedi per alleviare ed eliminare l’alitosi sono lavare i denti almeno 2 volte al giorno , l’utilizzo quotidiano del filo interdentale che consente di rimuovere i residui che si accumulano tra un dente e l’altro. Bere molta acqua durante il giorno per mantenere il cavo orale idratato. Evitare fumo e alcool oltre a ridurre la quantità di caffè. Nell’alimentazione si consiglia di masticare i cibi lentamente; ti ricordiamo che la digestione inizia dalla bocca.

OLTRE A QUANTO DETTO E’ NECESSARIO DIAGNOSTICARE SE CI SONO PARTICOLARI PATOLOGIE. REGOLARI CONTROLLI DALL’ODONTOIATRA E L’IGIENE ORALE PROFESSIONALE DELL’IGIENISTA TI AIUTERANNO A CAPIRE DA COSA L’ALITOSI PUO’ DIPENDERE.

I NOSTRI SPECIALISTI SAPRANNO TROVARE LA SOLUZIONE CHE FA AL CASO TUO.

 

PRESENTAZIONE DOTT.SSA MARA GOGGI, BIOLOGA NUTRIZIONISTA

Pubblicato il Luglio 31, 2019

Professionalità

Buongiorno Dott.ssa Goggi, siamo contenti ci offra la possibilità di porle alcune domande.

1-Per prima cosa vorremmo chiederle di spiegarci brevemente chi è un nutrizionista.

Devo premettere che il termine “nutrizionista” è un po’ generico. In esso, infatti, si raggruppano figure con competenze e professionalità di vario livello.

Il Biologo nutrizionista, nello specifico, è un professionista laureato che aiuta le persone a raggiungere un’alimentazione equilibrata attraverso un percorso individuale. Insieme si fissa un obbiettivo: c’è chi vuole dimagrire, chi pratica sport, chi ha una patologia e vuole capire qual è l’alimentazione migliore, chi ha iniziato una gravidanza, chi vuole una dieta vegetariana e chi vuole solo essere certo di mangiare in modo corretto. Il nutrizionista, dopo un’analisi delle abitudini alimentari, dello stile di vita e dei gusti personali, propone quello che potrebbe essere un piano alimentare adatto.

 

2-Quali ritiene siano i maggiori ostacoli, le cattive abitudini, che la vita di oggi pone davanti per avere una corretta alimentazione?

La vita di oggi è molto frenetica. Abbiamo sempre i minuti contati e il tempo da dedicare alla preparazione dei nostri pasti è sempre meno. Per questo finiamo con acquistare cibi già cotti e pronti all’uso, che basta riscaldare, magari in microonde. Oppure sostituiamo gli spuntini di frutta fresca con merende più “comode”, tipo crackers, merendine o barrette energetiche. Infine ci capita di saltare i pasti, soprattutto colazione o pranzo, arrivando alla sera affamati. Dobbiamo cambiare la nostra organizzazione. Ad esempio trovare un momento della giornata o un giorno della settimana in cui cucinare e preparare i pasti da conservare in frigo o in congelatore (i cereali in chicco si prestano bene a questo scopo!).  Come spuntino si possono scegliere frutti, come la mela, che si conservano meglio oppure utilizzare la frutta secca (mandorle, nocciole, noci…). In quest’ultimo caso è importante non esagerare: la porzione è di 30g.

 

3-Nei nostri colloqui lei ha posto in risalto la componente psicologica che lega la persona al cibo, che cosa intende?

Tutti abbiamo dei cibi che mangiamo non per nutrirci ma per gratificazione, perché ci fanno stare bene. C’è chi adora i dolci, chi la cioccolata, chi preferisce le patatine, chi non sa rinunciare al cappuccino a metà pomeriggio… Sono solo alcuni esempi di cibi che cerchiamo nei momenti in cui siamo sotto stress, i cosiddetti cibi coccola. Sono alimenti, come il cioccolato, che mediano il rilascio di endorfine. Oppure possono essere legati a ricordi felici di esperienze vissute da bambino: c’è chi ricorda il profumo e il sapore del dolce della nonna, chi la pizza dei giorni di festa… Per questo, se si premiano i bambini con il cibo, si pongono le basi per questo meccanismo di ricerca e compensazione da adulto!!

 

4-La nostra Clinica si occupa della salute del cavo orale e l’alimentazione è uno dei fattori in causa. Inoltre la bocca è il primo passaggio della digestione. Riteniamo che le nostre professioni siano complementari per il benessere e la salute della persona. Qual è il suo parere?

Condivido pienamente queste osservazioni. Innanzitutto la corretta masticazione è il punto di partenza per una buona digestione, soprattutto dei carboidrati. A volte non si mastica abbastanza perché si mangia in fretta, altre volte può essere per problemi dentali non curati.

Esistono poi alimenti che favoriscono la carie. In primis lo zucchero, di cui i batteri vanno ghiotti. Purtroppo a volte lo ingeriamo senza saperlo, sotto diciture come saccarosio e sciroppo di glucosio. Può essere aggiunto a succhi, marmellate e yogurt, ma anche a prodotti da forno come le fette biscottate, legumi in scatola, sughi di pomodoro, cornflakes e cereali per la colazione, frutta essiccata (tipo uvetta e mirtilli) e cibi pronti da scaldare. Allo zucchero si aggiungono poi quegli alimenti che acidificano il cavo orale, come snack dolci e salati, bibite gassate, alcolici…

Questi sono solo alcuni degli esempi di come l’alimentazione può influire sulla salute dei denti.

Ribadisco quindi, per concludere, che un continuo e costruttivo dialogo tra le nostre professioni non sia solo auspicabile ma anche propedeutico ad un miglioramento del servizio offerto alle persone che si rivolgono a noi.

“UN PO’ DI NOI”

Pubblicato il Luglio 23, 2019

Curriculum personale Professionalità

 

Vi presentiamo la dott.ssa Beatrice Cavallet, giovane odontoiatra che collabora nel nostro studio da gennaio 2019. In Clinica Pellegrini si occupa di conservativa, endodonzia e pedodonzia.  

FORMAZIONE SCOLASTICA

Dopo aver conseguito la maturità scientifica presso il Liceo G. Dal Piaz di Feltre si è iscritta alla facoltà di Padova in Odontoiatria e Protesi Dentaria, laureandosi nel luglio 2017 con 110 e lode e menzione di merito.

 

SPECIALIZZAZIONE E QUALIFICHE

Dal 2016 partecipa a congressi nazionali e svolge aggiornamenti del Gruppo di Studio Italiano Disordini Temporomandibolari

2018 Master teorico e pratico di Endodonzia Minimamente Invasiva  del Prof. Alessandro Marcoli

2018 frequenza presso Unità operativa di chirurgia Maxillo Facciale di Treviso nell’ambulatorio Disordini Temporomandibolari