Categoria: Professionalità

PRESENTAZIONE DOTT.SSA FRANCESCA VANZIN, LOGOPEDISTA

Pubblicato il Ottobre 22, 2019

Professionalità

Clinica Pellegrini vi presenta la logopedista Francesca Vanzin. Gentilmente la dottoressa ha risposto ad alcune domande per voi…

Per iniziare a conoscere la tua professione potresti spiegarci brevemente di cosa ti occupi principalmente?

La logopedia è una disciplina sanitaria che si occupa della prevenzione e del trattamento di tutti i disturbi legati alla comunicazione, al linguaggio e alla voce.

Il logopedista porta il suo contributo in moltissimi settori e in tutte le fasi della vita: nel campo dell’età evolutiva collabora alla diagnosi di disturbi del linguaggio e dell’apprendimento, ponendosi come riferimento per la loro rieducazione. Si occupa inoltre di disturbi della voce e deglutizioni deviate in adulti e bambini. Tratta gli esiti di lesioni cerebrali acquisite in età adulta (afasia, disartria e disfagia) e si pone l’obiettivo di recuperare o rallentare la perdita delle competenze linguistiche e cognitive della terza età conseguenti demenze (ad es. Parkinson, Alzheimer…). Un logopedista quindi si può incontrare in terapia intensiva neonatale come in una residenza per anziani.

 

Logopedia deriva dal greco logos cioè discorso e paideia traducibile con educazione. Quindi educhi le persone al discorso. Dato che la parola è connessa alle capacità cognitive della persona ci sono casi in cui la componente cognitiva o psicologica influenza la capacità di comunicare e come la tua professione potrebbe essere di aiuto?

Il linguaggio dipende da numerosi fattori, ed il suo fascino a mio avviso risiede proprio in questo. La componente cognitiva è senza dubbio fondamentale: è noto come un grave ritardo cognitivo non consenta lo sviluppo di adeguate forme di comunicazione o ancora come funzioni esecutive, motricità fine e percezione, memoria ed attenzione siano strettamente correlate alla pianificazione linguistica (ovvero la produzione di un discorso). Agire anche su queste componenti permette di ottenere maggiori risultati e in tempi più brevi. In pratica con giochi ed attività mirate si cerca di allenare il bambino a percepire la differenza tra due parole simili che differiscono per un unico suono (come ad esempio tane e cane), stimolare la memoria visiva e uditiva, allungare i tempi di attenzione, sintonizzando quest’ultima sul discorso adulto, che fa da modello.

Non va dimenticato che se da un lato le abilità cognitive sono importantissime per uno sviluppo armonico del linguaggio, altrettanto importante è la componente socio-emotiva. Se manca la relazione con l’adulto che funge da mediatore, il bambino non può sviluppare il linguaggio. Tutti noi abbiamo imparato a parlare per imitazione e senza un insegnamento diretto, solo ascoltando e sperimentando. Il mio intervento dunque prevede anche di individuare quali meccanismi si sono inceppati nelle relazioni bambino-adulto, fornendo consigli e strategie per instaurare un rapporto che favorisca la comparsa ed il consolidamento del linguaggio.

 

La lingua è un muscolo piccolo ma molto potente e con un’alta sensibilità. Pensi che nella percezione comune sia adeguatamente conosciuto il ruolo del logopedista e cosa si dovrebbe fare in proposito?

Non è raro, purtroppo, che mi si scambi per il podologo, ovvero colui che ha a cura il piede e le sue patologie. Questo fa capire come nell’opinione comune la figura del logopedista sia ancora poco conosciuta oppure si crede che lavori unicamente con bambini piccoli che “non parlano bene”. In verità la logopedia, come ho cercato di raccontare prima, si occupa di questo e di molto altro.

Il linguaggio, inteso come articolazione dei suoni, fa parte delle funzioni orali insieme a suzione, respirazione, masticazione e deglutizione. Esse sono accomunate dalle strutture e dai muscoli coinvolti nell’espletamento di tali funzioni. Il muscolo più potente e il maggiormente attivo è la lingua: apparentemente innocua e di poco conto, in realtà esercita una spinta media di 1 kg per cm2 ad ogni deglutizione ed insieme alle labbra è responsabile dell’articolazione dei suoni del linguaggio. Il lavoro del logopedista non si limita alle parole e al discorso ma se necessario si estende alla parte più esecutiva, agendo direttamente sul tono muscolare.

 

È dimostrato come la posizione corretta della lingua e il suo movimento corretto, per esempio nella deglutizione, possa influenzare la crescita ossea nei bambini. Esistono casi in letteratura in cui la costruzione di denti anche di poco incongrui come dimensione ha causato problematiche di spazio alla lingua con la formazione di patologie muscolotensive anche a carico di altri muscoli masticatori. In clinica pellegrini ci prendiamo cura della persona nel suo insieme e riteniamo che le nostre professioni siano complementari. Qual è il tuo parere?

Sono pienamente d’accordo nel ritenere le nostre professioni complementari. Mi piace immaginare il logopedista come un porto più che come un’isola; non posso fare il mio lavoro efficientemente se non mi confronto ed interfaccio con gli altri professionisti (siano essi neuropsicomotricisti, ortodontisti, psicologi, fisioterapisti, pediatri, foniatri, …). In questo caso, ovvero quello delle funzioni orali, un approccio multidisciplinare consente di raggiungere un’armonia anatomica e funzionale delle arcate dentarie e del viso nel complesso, riequilibrando la funzione muscolare.

La logopedia (nello specifico la terapia miofunzionale) si inserisce prima, durante e/o dopo l’intervento ortodontico con una valutazione approfondita e l’insegnamento di semplici esercizi che vanno ripetuti con costanza ogni giorno per un periodo di tempo variabile.

Cito Garlainer dicendo che «In ogni battaglia tra i muscoli e l’osso, vince sempre il muscolo» e mi sento di aggiungere che laddove c’è uno squilibrio muscolare (ovvero il muscolo non fa il suo lavoro efficientemente) a risentirne saranno non solo i muscoli strettamente coinvolti ma anche altre strutture anatomiche ed altre funzioni.

Ecco quindi che un ortodontista difficilmente riuscirà ad ottenere un risultato stabile nel tempo se alla base ci sono squilibri muscolari o spinte linguali deviate ed allo stesso tempo, il logopedista non potrà intervenire nell’assetto muscolare se gli spazi strutturali non saranno adeguati.

 

È difficile spiegare in modo esaustivo questo argomento in poche parole, in sintesi vorrei ribadire il valore della comunicazione tra i professionisti e l’altrettanto importante relazione tra la rieducazione delle funzioni orali e il raggiungimento di un’armonia strutturale.

ALITO CATTIVO

Pubblicato il Ottobre 9, 2019

Professionalità

L’alitosi è un disturbo piuttosto diffuso che affligge tutte le età indipendentemente dal sesso. L’emissione di odori sgradevoli emanati durante la respirazione può creare problematiche nelle quotidiane relazioni sociali.
L’alitosi potrebbe essere anche il segnale di una qualche patologia delle prime vie digerenti.

Vediamo allora le cause più frequenti :
Igiene orale : il cibo che residua tra i denti , se non viene rimosso, stimola la crescita dei batteri responsabili dell’alitosi
Malattia parodontale : la parodontite (piorrea) non trattata porta alla formazione di un processo infiammatorio in bocca con moltiplicazione dei batteri e possibile formazione di tasche purulente.
Carie
Bocca secca : la saliva contribuisce all’autodetersione della bocca. Se non c’è sufficiente saliva c’è un maggiore ristagno di placca e residui alimentari
Alitosi da risveglio : la respirazione orale durante le ore di sonno tende a ridurre la salivazione provocando l’alitosi come la condizione precedente di bocca secca (xerotomia)
Fumo : il fumo dà luogo ad alito cattivo in quanto provoca una diminuzione della fluidità salivare.
Problemi digestivi tra cui il reflusso gastro-esofageo
Abuso di alcool
Fattori ormonali : l’alitosi può essere collegata a fattori ormonali come gravidanza e periodo mestruale
Infezioni del tratto respiratorio come bronchite e sinusite
Malattie sistemiche : nelle quali rientrano il diabete e disfunzioni renali.

I rimedi per alleviare ed eliminare l’alitosi sono lavare i denti almeno 2 volte al giorno , l’utilizzo quotidiano del filo interdentale che consente di rimuovere i residui che si accumulano tra un dente e l’altro. Bere molta acqua durante il giorno per mantenere il cavo orale idratato. Evitare fumo e alcool oltre a ridurre la quantità di caffè. Nell’alimentazione si consiglia di masticare i cibi lentamente; ti ricordiamo che la digestione inizia dalla bocca.

OLTRE A QUANTO DETTO E’ NECESSARIO DIAGNOSTICARE SE CI SONO PARTICOLARI PATOLOGIE. REGOLARI CONTROLLI DALL’ODONTOIATRA E L’IGIENE ORALE PROFESSIONALE DELL’IGIENISTA TI AIUTERANNO A CAPIRE DA COSA L’ALITOSI PUO’ DIPENDERE.

I NOSTRI SPECIALISTI SAPRANNO TROVARE LA SOLUZIONE CHE FA AL CASO TUO.

 

PRESENTAZIONE DOTT.SSA MARA GOGGI, BIOLOGA NUTRIZIONISTA

Pubblicato il Luglio 31, 2019

Professionalità

Buongiorno Dott.ssa Goggi, siamo contenti ci offra la possibilità di porle alcune domande.

1-Per prima cosa vorremmo chiederle di spiegarci brevemente chi è un nutrizionista.

Devo premettere che il termine “nutrizionista” è un po’ generico. In esso, infatti, si raggruppano figure con competenze e professionalità di vario livello.

Il Biologo nutrizionista, nello specifico, è un professionista laureato che aiuta le persone a raggiungere un’alimentazione equilibrata attraverso un percorso individuale. Insieme si fissa un obbiettivo: c’è chi vuole dimagrire, chi pratica sport, chi ha una patologia e vuole capire qual è l’alimentazione migliore, chi ha iniziato una gravidanza, chi vuole una dieta vegetariana e chi vuole solo essere certo di mangiare in modo corretto. Il nutrizionista, dopo un’analisi delle abitudini alimentari, dello stile di vita e dei gusti personali, propone quello che potrebbe essere un piano alimentare adatto.

 

2-Quali ritiene siano i maggiori ostacoli, le cattive abitudini, che la vita di oggi pone davanti per avere una corretta alimentazione?

La vita di oggi è molto frenetica. Abbiamo sempre i minuti contati e il tempo da dedicare alla preparazione dei nostri pasti è sempre meno. Per questo finiamo con acquistare cibi già cotti e pronti all’uso, che basta riscaldare, magari in microonde. Oppure sostituiamo gli spuntini di frutta fresca con merende più “comode”, tipo crackers, merendine o barrette energetiche. Infine ci capita di saltare i pasti, soprattutto colazione o pranzo, arrivando alla sera affamati. Dobbiamo cambiare la nostra organizzazione. Ad esempio trovare un momento della giornata o un giorno della settimana in cui cucinare e preparare i pasti da conservare in frigo o in congelatore (i cereali in chicco si prestano bene a questo scopo!).  Come spuntino si possono scegliere frutti, come la mela, che si conservano meglio oppure utilizzare la frutta secca (mandorle, nocciole, noci…). In quest’ultimo caso è importante non esagerare: la porzione è di 30g.

 

3-Nei nostri colloqui lei ha posto in risalto la componente psicologica che lega la persona al cibo, che cosa intende?

Tutti abbiamo dei cibi che mangiamo non per nutrirci ma per gratificazione, perché ci fanno stare bene. C’è chi adora i dolci, chi la cioccolata, chi preferisce le patatine, chi non sa rinunciare al cappuccino a metà pomeriggio… Sono solo alcuni esempi di cibi che cerchiamo nei momenti in cui siamo sotto stress, i cosiddetti cibi coccola. Sono alimenti, come il cioccolato, che mediano il rilascio di endorfine. Oppure possono essere legati a ricordi felici di esperienze vissute da bambino: c’è chi ricorda il profumo e il sapore del dolce della nonna, chi la pizza dei giorni di festa… Per questo, se si premiano i bambini con il cibo, si pongono le basi per questo meccanismo di ricerca e compensazione da adulto!!

 

4-La nostra Clinica si occupa della salute del cavo orale e l’alimentazione è uno dei fattori in causa. Inoltre la bocca è il primo passaggio della digestione. Riteniamo che le nostre professioni siano complementari per il benessere e la salute della persona. Qual è il suo parere?

Condivido pienamente queste osservazioni. Innanzitutto la corretta masticazione è il punto di partenza per una buona digestione, soprattutto dei carboidrati. A volte non si mastica abbastanza perché si mangia in fretta, altre volte può essere per problemi dentali non curati.

Esistono poi alimenti che favoriscono la carie. In primis lo zucchero, di cui i batteri vanno ghiotti. Purtroppo a volte lo ingeriamo senza saperlo, sotto diciture come saccarosio e sciroppo di glucosio. Può essere aggiunto a succhi, marmellate e yogurt, ma anche a prodotti da forno come le fette biscottate, legumi in scatola, sughi di pomodoro, cornflakes e cereali per la colazione, frutta essiccata (tipo uvetta e mirtilli) e cibi pronti da scaldare. Allo zucchero si aggiungono poi quegli alimenti che acidificano il cavo orale, come snack dolci e salati, bibite gassate, alcolici…

Questi sono solo alcuni degli esempi di come l’alimentazione può influire sulla salute dei denti.

Ribadisco quindi, per concludere, che un continuo e costruttivo dialogo tra le nostre professioni non sia solo auspicabile ma anche propedeutico ad un miglioramento del servizio offerto alle persone che si rivolgono a noi.

“UN PO’ DI NOI”

Pubblicato il Luglio 23, 2019

Curriculum personale Professionalità

 

Vi presentiamo la dott.ssa Beatrice Cavallet, giovane odontoiatra che collabora nel nostro studio da gennaio 2019. In Clinica Pellegrini si occupa di conservativa, endodonzia e pedodonzia.  

FORMAZIONE SCOLASTICA

Dopo aver conseguito la maturità scientifica presso il Liceo G. Dal Piaz di Feltre si è iscritta alla facoltà di Padova in Odontoiatria e Protesi Dentaria, laureandosi nel luglio 2017 con 110 e lode e menzione di merito.

 

SPECIALIZZAZIONE E QUALIFICHE

Dal 2016 partecipa a congressi nazionali e svolge aggiornamenti del Gruppo di Studio Italiano Disordini Temporomandibolari

2018 Master teorico e pratico di Endodonzia Minimamente Invasiva  del Prof. Alessandro Marcoli

2018 frequenza presso Unità operativa di chirurgia Maxillo Facciale di Treviso nell’ambulatorio Disordini Temporomandibolari

 

 

 

PARLIAMO DI ESTETICA

Pubblicato il Maggio 20, 2019

Professionalità

                                                                           

Clinica Pellegrini oltre alla funzionalità presta particolare attenzione all’estetica e all’armonia del sorriso. Una bocca sana e bella è il miglior biglietto da visita.  Avere un bel sorriso rafforza l’autostima e le capacità relazionali perché quando stiamo bene noi, stiamo meglio anche con gli altri.

Negli anni l’estetica dentale si è sviluppata notevolmente e trattamenti estetici sono sempre più alla portata di tutti.

I trattamenti estetici che proponiamo in clinica sono diversi in base alle singole esigenze:

  • Sbiancamento dentale: il perossido d’idrogeno o il perossido di carbammide contenuto nello sbiancante penetra nello smalto e raggiunge le molecole responsabili delle macchie. I legami delle molecole vengono così rotti dai radicali liberi di ossigeno rilasciati dallo sbiancante. Le sostanze cromogene vengono così “mangiate” e i denti divengono più bianchi
  • Sbiancamento interno: differente da quello esterno, serve a sbiancare i singoli denti che sono stati devitalizzati e hanno cambiato il colore.
  • Faccette dentali: lamine sottili, in ceramica, che aderiscono alla superficie esterna del dente coprendone inestetismi e imperfezioni, proteggendo la struttura dentale.
  • Corone metal free: corone in zirconia e ceramica integrale senza metallo

 

L’estetica di ogni sorriso è data oltre che dalla parte bianca (i denti) anche da quella rosa (le gengive). Se necessario esistono interventi e possibilità di agire anche sui tessuti molli per rendere il sorriso più armonico.

 

Oggi più che mai vogliamo offrire al paziente la massima armonia tra funzionalità ed estetica, migliorando il benessere psico fisico della persona.

“UN PO’ DI NOI”

Pubblicato il Gennaio 16, 2019

Curriculum personale Professionalità

Vi presentiamo la dott.ssa Marta Dal Pont, una delle nostre igieniste dentali. Presente nel nostro studio da Dicembre 2012 si occupa prevalentemente di igiene e prevenzione. Le sue principali mansioni sono: ablazione del tartaro, scaling sottogengivali, sbiancamenti, sigillature, istruzione e motivazione all’igiene domiciliare, applicazione di prodotti remineralizzanti e desensibilizzanti.

FORMAZIONE SCOLASTICA

Dal 2002 al 2007 ha frequentato il liceo scientifico Galileo Galilei di Belluno, successivamente ha conseguito il corso di laurea nell’anno 2012 in Igiene Dentale presso la facoltà di Padova con la tesi dal titolo “Terapia della perimplantite: dubbi e certezze. Revisione della letteratura. Relatori: Ch. Mo Prof. Edoardo Stellini, Dott. Christian Bacci, Dott. Jacopo Pellegrini

SPECIALIZZAZIONI E QUALIFICHE

2009 Peri-implantite: un’infezione emergente

2011 Corso teorico-pratico. Il successo dell’igienista: competenze tecniche e relazionali. Dott.ssa Abbinante A., Dott.ssa Ghianda L.

2012 Sbiancamento dentale: con quale tecnica e quali pazienti? Dott.ssa Franchi I.

Corso di fotografia intra e extra orale. Dott. Favero R.

Parodontologia non chirurgica: tecnologia, protocolli, letteratura ed esperienza clinica, finalizzati alla miglior cura del paziente. Dott. Roncati M.

Congresso degli Igienisti Dentali. La terapia parodontale nella società che cambia: il paziente protagonista. SIDP

2013 Iscrizione alla società italiana di Parodontologia e Implantologia

Congresso degli Igienisti Dentali. Nuove conoscenze e innovazioni tecnologiche in Parodontologia: attualità cinica e prospettive. SIDP

Corso base di fotografia odontostomatologica- Fadmedica

La galenica dei prodotti per oral care: creatività, scienza e tecnologia insieme per la massima efficacia. Dott. Massoli A.

2014 Le malattie orali di comune osservazione. Dott. Ficarra G.

La terapia fotodinamica e i probiotici: nuove possibilità terapeutiche nel controllo. Dentalcampus Milano

Osteonecrosi da bifosfonati: diagnosi, prevenzione e terapia. Dott. Colella G.

2015 Iscrizione alla società Italiana di Parodontologia

Corso pratico di igiene orale. Imparando dall’esperienza. Dott.ssa Tani Botticelli A.

2016 Corso annuale di parodontologia. SIDP

Le basi scientifiche dell’alimentazione. Adveniam

Interazione farmaci e alimenti. Adveniam

2017 Non solo perimplantiti: le patologie perimplantari. Diagnosi, prevenzione e terapia.

Il bruxismo: un viaggio fra le attuali evidenze e i falsi miti. Dott. Manfredini D.

Il counseling breve per tabagisti nel contesto odontoiatrico. Ulss2

L’igienista del futuro. OSMM

Corso base intensivo charside di macrofotografia odontoiatrica. Dott. Rocca G.

2018 Il ruolo dell’igienista nel trattamento delle malattie da biofilm. MeG

ARTICOLI E PUBBLICAZIONI

Terapia delle perimplantiti: dubbi e certezze. Revisione della letteratura. Rivista italiana di igiene dentale; gen-apr 2014

LA RELAZIONE TRA I DENTI E IL DIABETE

Pubblicato il Novembre 19, 2018

Comunicazione Prevenzione Professionalità

 

Tra i denti e il diabete esiste una relazione e chi ne soffre deve prestare particolare attenzione alla salute orale della propria bocca.

Numerosi studi hanno dimostrato che il paziente diabetico ha una maggiore propensione ad andare incontro a gengivite e parodontite. Quest’ultima decorre in modo più grave rispetto al soggetto non diabetico.

I problemi gengivali influiscono negativamente sul controllo del glucosio nel sangue peggiorando il diabete stesso.

 

QUALI SONO I PRINCIPALI PROBLEMI CHE IL DIABETE PROVOCA NEL CAVO ORALE?

I pazienti diabetici sono più predisposti e hanno una capacità ridotta di sconfiggere i batteri che invadono le gengive in quanto le loro risposte immunitarie verso le infezioni sono alterate. Le GENGIVE a lungo INFIAMMATE tendono o a ritirarsi o a creare sacche attorno al dente piene di germi che rafforzano l’infiammazione stessa. Questo quadro è tipico  della PARODONTITE, la patologia che comunemente chiamiamo piorrea, che comporta la perdita di osso che sostiene il dente. L’indebolimento dei tessuti di sostegno causa una diminuzione di stabilità del dente fino alla perdita dell’elemento. La mancata cura e il non adeguato controllo nel tempo della parodontite sono tra le cause più frequenti che possono portare il soggetto all’edentulia.

Altri problemi che riscontriamo nel cavo orale associati al diabete sono: il MUGHETTO (infezione causata dal fungo candida), la SECCHEZZA DELLE FAUCI, ULCERE e CARIE frequenti.

 

COSA FARE PER OVVIARE A QUESTI PROBLEMI?

E’ molto importante AVVISARE L’ODONTOIATRA che si soffre di diabete. Necessario è tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue (diabete compensato) attenendosi alla terapia data da un diabetologo e svolgere regolari controlli dal dentista.  Una CORRETTA IGIENE ORALE composta da spazzolino e dentifricio ogni fine pasto, uniti al filo interdentale, aiutano a prevenire i problemi. Bisogna seguire una dieta povera di zuccheri semplici e complessi e dedicarsi all’ATTIVITA’ FISICA abolendo il FUMO. E’ importante prestare attenzione al sanguinamento gengivale e ricordarsi che un’adeguata terapia parodontale non solo determina il miglioramento della situazione orale ma contribuisce al raggiungimento di un miglior controllo glicemico.

 

L’odontoiatra può svolgere un ruolo importante nella tutela della salute orale del soggetto diabetico e anche nella promozione di stili di vita appropriati.

 

“UN PO’ DI NOI”

Pubblicato il Settembre 26, 2018

Curriculum personale Professionalità

Vi presentiamo la dott.ssa Barea Paola, una delle nostre igieniste dentali. Le mansioni che accuratamente svolge nella nostra clinica sono: ablazione del tartaro sopra gengivale, scaling sotto gengivale, compilazione della cartella parodontale, sbiancamento, sigillature dei solchi dentali e gestione della salute orale del paziente in base alla situazione anamnetica (paziente disabile, oncologico, gestante) e terapeutica (trattamento ortodontico, parodontale, chirurgico) con programmi dedicati.

FORMAZIONE SCOLASTICA

Dopo il diploma al liceo sperimentale ad indirizzo chimico-biologico ha proseguito gli studi laureandosi, presso la facoltà di Padova, in Igiene dentale. Durante il corso di laurea ha svolto un tirocinio guidato di 1375 ore presso il reparto di Pedodonzia dell’ospedale di Castelfranco (TV) e di odontostomatologia dell’ospedale di Montebelluna(TV).

SPECIALIZZAZIONI E QUALIFICHE

  • 13,14 Gennaio, 3,4,24,25 Febbraio 2017 – Brescia

“The game changer – Ridefinizione dell’approccio, del protocollo terapeutico e della gestione del paziente parodontale”

Relatrice Dott.ssa Magda Mensi

  • 27 Novembre 2014 – Padova

” Corso di formazione per addetto al primo soccorso”

  • 8 Novembre 2014 – Firenze

“Laser e sbiancamento dentale: nuove tecnologie, aspetti normativi e opportunità professionali”

  • 19,20 Settembre 2014 – Bologna

1° Congresso nazionale IDEA “We care-professionisti della salute a confronto”

  • 14 Giugno 2014 – Vicenza

Congresso “L’odontofobia a 360°: dalla prevenzione al trattamento”

  • 8 Ottobre 2011 – Treviso

Conferenza promossa dalla società italiana di Parodontologia “Progetto Stili di Vita”

 

L’INTARSIO

Pubblicato il Marzo 12, 2018

Professionalità

 

Negli ultimi anni l’utilizzo delle tecniche adesive, grazie ai cementi compositi, ha permesso la nascita di nuove soluzioni riabilitative. Una di queste è l’intarsio. E’ una soluzione interposta tra la semplice otturazione e una corona.

Possiamo semplificare dicendo che l’intarsio dentale è un’otturazione preparata in laboratorio dall’odontotecnico per la ricostruzione dei denti dei settori posteriori (premolari e molari).

Trova il suo utilizzo in denti con una carie molto estesa o con enormi ricostruzioni, che non permettono di realizzare una corretta anatomia. Viene anche richiesto per ottenere risultati estetici ottimali. Nei casi in cui una semplice otturazione non sia sufficiente l’intarsio è una procedura da valutare perché presenta alcuni vantaggi rispetto alla corona: necessita un minor tempo di realizzazione e minori sedute, permette di mantenere vitale il dente, ha un costo più contenuto

 

Due sono gli appuntamenti per eseguirlo:

  • Nella prima seduta verrà preparata la cavità. Viene rimossa l’otturazione difettosa, antiestetica in amalgama, o la carie. Si prende un’impronta con un materiale estremamente preciso. Viene inviata al laboratorio per la creazione dell’intarsio. Si sceglie, per mezzo di una scala colori, il colore adeguato per avere un risultato naturale. Il dente è temporaneamente chiuso con un’otturazione provvisoria per evitare sensibilità al paziente.
  • Nel secondo appuntamento, una volta controllata la perfezione del lavoro, l’odontoiatra procederà alla cementazione. La cementazione deve essere eseguita in un ambiente asciutto, per cui, se fattibile, sotto diga di gomma. Si utilizza un composito adesivo, per creare un’intima adesione tra intarsio e dente. Una volta polimerizzato il cemento viene controllata l’occlusione.

 

Tre sono le tipologie di intarsio in base all’estensione:

  • INLAY: intarsio riguardante solo la parte masticatoria del dente senza interessamento delle cuspidi (le parti più prominenti del dente)
  • ONLAY: intarsio comprendente alcune cuspidi
  • OVERLAY: intarsio che racchiude tutte le cuspidi, ma non l’intero dente.

 

Due sono i materiali ad oggi utilizzati:

  • composito
  • ceramica

 

Quali sono i VANTAGGI dell’intarsio?

  • Elevata precisione nella chiusura marginale
  • ottima durata nel tempo
  • perfetta estetica
  • biocompatibilità con i tessuti.

 

Se un dente è trattato endodonticamente l’odontoiatra provvederà ad alcune valutazioni:

  • età
  • parafunzioni
  • quantità di pareti e cuspidi residue
  • posizione del dente: funzionalità ed estetica
  • predisposizione alla cariorecettività.

 

Conclusioni:

L’intarsio dentale è una valida soluzione conservativa che dà stabilità ai denti molto compromessi e una corretta anatomia e funzionalità.

PRENDITI CURA DELLE GENGIVE, IL TUO CUORE RINGRAZIERA’!

Pubblicato il Febbraio 13, 2018

Igiene Prevenzione Professionalità

E’ ormai noto come il corpo umano sia un insieme di organi che non possono essere presi in considerazione separatamente. Questo vale anche per denti e gengive.

A livello del cavo orale, uno dei problemi più comuni è la parodontite, conosciuta anche come piorrea. E’ una malattia multifattoriale, di origine batterica, che colpisce i tessuti che sostengono il dente tra cui osso e gengiva. Se non correttamente curata può avere effetti negativi sulla capacità masticatoria, sull’estetica e può portare alla perdita dei denti.

Da recenti dati riportati in letteratura, l’American Academy of Periodontology e la Federazione Europea di Parodontologia, hanno stabilito che esiste un legame tra la malattia parodontale e le malattie cardiovascolari.

Questo gruppo di patologie rappresenta la maggiore causa di morte nei paesi industrializzati. Nelle malattie cardiovascoalri rientrano: angina, infarto del miocardio, ischemie cerebrovascolari transitorie o permanenti (ictus).

L’interazione tra parodontite e problemi cardiovascolari si suppone avvenga attraverso due modalità:

  • quella DIRETTA che prevede il passaggio dei batteri dalle tasche parodontali, situate intorno ai denti, al circolo sanguigno e da qui a siti anche distanti dalla bocca;
  • quella INDIRETTA secondo cui, l’infiammazione causata dalla parodontite, farebbe produrre all’organismo delle molecole che, una volta entrate in circolo, possono favorire lo sviluppo di trombi nelle arterie.

E’ fondamentali sottolineare come la prevenzione ed il trattamento della parodontite possano influire positivamente sul benessere dell’individuo, con anche un miglioramento della salute cardiovascolare.