Categoria: Professionalità

L’INTARSIO

Pubblicato il 12 Marzo, 2018

Professionalità

 

Negli ultimi anni l’utilizzo delle tecniche adesive, grazie ai cementi compositi, ha permesso la nascita di nuove soluzioni riabilitative. Una di queste è l’intarsio. E’ una soluzione interposta tra la semplice otturazione e una corona.

Possiamo semplificare dicendo che l’intarsio dentale è un’otturazione preparata in laboratorio dall’odontotecnico per la ricostruzione dei denti dei settori posteriori (premolari e molari).

Trova il suo utilizzo in denti con una carie molto estesa o con enormi ricostruzioni, che non permettono di realizzare una corretta anatomia. Viene anche richiesto per ottenere risultati estetici ottimali. Nei casi in cui una semplice otturazione non sia sufficiente l’intarsio è una procedura da valutare perché presenta alcuni vantaggi rispetto alla corona: necessita un minor tempo di realizzazione e minori sedute, permette di mantenere vitale il dente, ha un costo più contenuto

 

Due sono gli appuntamenti per eseguirlo:

  • Nella prima seduta verrà preparata la cavità. Viene rimossa l’otturazione difettosa, antiestetica in amalgama, o la carie. Si prende un’impronta con un materiale estremamente preciso. Viene inviata al laboratorio per la creazione dell’intarsio. Si sceglie, per mezzo di una scala colori, il colore adeguato per avere un risultato naturale. Il dente è temporaneamente chiuso con un’otturazione provvisoria per evitare sensibilità al paziente.
  • Nel secondo appuntamento, una volta controllata la perfezione del lavoro, l’odontoiatra procederà alla cementazione. La cementazione deve essere eseguita in un ambiente asciutto, per cui, se fattibile, sotto diga di gomma. Si utilizza un composito adesivo, per creare un’intima adesione tra intarsio e dente. Una volta polimerizzato il cemento viene controllata l’occlusione.

 

Tre sono le tipologie di intarsio in base all’estensione:

  • INLAY: intarsio riguardante solo la parte masticatoria del dente senza interessamento delle cuspidi (le parti più prominenti del dente)
  • ONLAY: intarsio comprendente alcune cuspidi
  • OVERLAY: intarsio che racchiude tutte le cuspidi, ma non l’intero dente.

 

Due sono i materiali ad oggi utilizzati:

  • composito
  • ceramica

 

Quali sono i VANTAGGI dell’intarsio?

  • Elevata precisione nella chiusura marginale
  • ottima durata nel tempo
  • perfetta estetica
  • biocompatibilità con i tessuti.

 

Se un dente è trattato endodonticamente l’odontoiatra provvederà ad alcune valutazioni:

  • età
  • parafunzioni
  • quantità di pareti e cuspidi residue
  • posizione del dente: funzionalità ed estetica
  • predisposizione alla cariorecettività.

 

Conclusioni:

L’intarsio dentale è una valida soluzione conservativa che dà stabilità ai denti molto compromessi e una corretta anatomia e funzionalità.

PRENDITI CURA DELLE GENGIVE, IL TUO CUORE RINGRAZIERA’!

Pubblicato il 13 Febbraio, 2018

Igiene Prevenzione Professionalità

E’ ormai noto come il corpo umano sia un insieme di organi che non possono essere presi in considerazione separatamente. Questo vale anche per denti e gengive.

A livello del cavo orale, uno dei problemi più comuni è la parodontite, conosciuta anche come piorrea. E’ una malattia multifattoriale, di origine batterica, che colpisce i tessuti che sostengono il dente tra cui osso e gengiva. Se non correttamente curata può avere effetti negativi sulla capacità masticatoria, sull’estetica e può portare alla perdita dei denti.

Da recenti dati riportati in letteratura, l’American Academy of Periodontology e la Federazione Europea di Parodontologia, hanno stabilito che esiste un legame tra la malattia parodontale e le malattie cardiovascolari.

Questo gruppo di patologie rappresenta la maggiore causa di morte nei paesi industrializzati. Nelle malattie cardiovascoalri rientrano: angina, infarto del miocardio, ischemie cerebrovascolari transitorie o permanenti (ictus).

L’interazione tra parodontite e problemi cardiovascolari si suppone avvenga attraverso due modalità:

  • quella DIRETTA che prevede il passaggio dei batteri dalle tasche parodontali, situate intorno ai denti, al circolo sanguigno e da qui a siti anche distanti dalla bocca;
  • quella INDIRETTA secondo cui, l’infiammazione causata dalla parodontite, farebbe produrre all’organismo delle molecole che, una volta entrate in circolo, possono favorire lo sviluppo di trombi nelle arterie.

E’ fondamentali sottolineare come la prevenzione ed il trattamento della parodontite possano influire positivamente sul benessere dell’individuo, con anche un miglioramento della salute cardiovascolare.

LE FACCETTE DENTALI

Pubblicato il 13 Giugno, 2017

Professionalità

Le faccette nei settori frontali, come gli intarsi per quelli posteriori, sono diventate negli ultimi anni una possibilità in più per venire incontro alle esigenze estetiche. Sono entrambe metodiche che permettono di conservare gli elementi dentali e la loro vitalità.

 

COSA SONO LE FACCETTE?

Sono delle sottili lamine in ceramica (spesso non superiori a 0,3 mm) che si applicano sulla superficie dei denti anteriori per migliorarne l’estetica.

 

INDICAZIONI

Le faccette hanno lo scopo di migliorare i denti nella forma, posizione e colore. Le principali indicazioni sono:

  • denti fratturati
  • denti usurati da parafunzioni,
  • denti abrasi
  • denti con discromie
  • denti malformati
  • diastemi (spazi accentuati tra i denti)

 

VEDERE PRIMA DI COSTRUIRE

Essendo le faccette in ceramica estetica uno dei migliori presidi per donare un sorriso armonico ai pazienti è necessario prima di tutto eseguire una visita accurata. Il medico valuterà lo stato di salute di denti, gengive, ed eseguirà un attento esame della masticazione del paziente: la presenza di alcune parafunzioni come il bruxismo (stringere i denti tra di loro) possono essere dei fattori di rischio per il trattamento.

Una volta stabilita la salute del cavo orale il medico farà le adeguate valutazioni estetiche. Saranno prese delle impronte per poter realizzare dei modelli in gesso della bocca per studiare al meglio le possibili soluzioni. Verranno anche eseguite alcune foto del caso clinico.

Il paziente ha la possibilità di vedere prima il risultato del trattamento tramite una ceratura diagnostica che mostra sul modello in gesso il risultato prefissato. Inoltre, grazie alla tecnica mock up, è possibile creare direttamente nella bocca del paziente la forma dei denti definitivi. Verranno costruiti sopra ai denti esistenti con una resina composita per mezzo di una mascherina individuale creata in laboratorio. La tecnica mock up è molto utile ed apprezzata sia dal paziente che dal clinico. Permette di valutare in bocca ciò che si potrà ottenere e consente di considerare alcune modifiche. Inoltre il composito è “attaccato” provvisoriamente al dente e di facile rimozione. Spesso il paziente rimane con il dente ricostruito fino a casa per mostrare ai propri cari il risultato possibile prima di togliere tranquillamente da solo la resina.

IL DENTE RIMANE INTEGRO?

Una volta stabilito prima il risultato che si vuole ottenere si procede alla limatura minima e superficiale della parte anteriore del dente per permettere la correzione di alcune situazioni di disparallelismo. Si esegue un’accurata impronta per consentire al tecnico di poter creare le faccette individuali adeguate al singolo caso. In alcune situazioni la limatura della superficie anteriore del dente non è neppure necessaria e comunque risulta sempre molto ridotta. L’obbiettivo è di avere un minimo dispendio biologico e di mantenere gran parte del dente integro. Si evita la limatura di tutto l’elemento in passato sempre necessaria per ricoprire il dente con una corona (capsula).

 

COME FANNO A RIMANERE ATTACCATE?

La realizzazione delle faccette è oggi possibile grazie ai cementi compositi. Questi innovativi cementi permettono un’intima adesione tra la ceramica trattata della faccetta e la dentina o lo smalto del dente. Prima di eseguire la cementazione il medico si accerta della piena soddisfazione del paziente. Verrà mostrato come le faccette si adattano alla sua bocca e come appare il sorriso. Verranno provate differenti paste di prova che simulano il colore dei differenti cementi utilizzabili per scegliere il più adeguato. Ciò è importante per permettere un controllo anche dei minimi particolari.

 

CI SONO PARTICOLARI PRECAUZIONI DA SEGUIRE?

Le faccette sono più resistenti di un’otturazione marginale di un incisivo però anch’esse, come i denti naturali, possono scheggiarsi. Necessaria è perciò un’attenta valutazione della chiusura della bocca o della presenza di parafunzioni come il bruxismo (che può essere corretta con un bite). Il paziente deve avere l’adeguata cura per il lavoro svolto evitando di addentare cibi troppo duri o alcune abitudini scorrette come masticarsi le unghie o le penne.

Come sempre in bocca molto importante è un’adeguata pulizia che non necessita di nulla di particolare se non l’uso corretto e quotidiano di spazzolino e filo interdentale per evitare il crearsi di carie nella porzione di dente naturale restante o di colorazioni che possono negli anni rovinare il risultato ottenuto. Importante è rimuovere la placca a livello gengivale per evitare una recessione che danneggia l’estetica.

Le faccette forniscono al medico un’arma in più per ottenere adeguati risultati estetici con una metodica poco invasiva. Non necessitano di particolari accorgimenti nel mantenimento, se non ciò che si dovrebbe fare normalmente anche per i denti naturali.

Amalgama d’argento.

Pubblicato il 22 Febbraio, 2017

Professionalità

 

Gentili pazienti,

mi sento in dovere di scrivervi in prima persona riguardo un argomento di carattere scientifico che con una certa regolarità viene proposto in qualche trasmissione televisiva o in qualche rivista non del settore: le otturazioni in amalgama d’argento (quelle grigie, in “piombo” come si diceva una volta, per intenderci). Per questo vi chiedo due minuti del vostro tempo per leggere questo post.

Mi riferisco in particolar modo ad un servizio della trasmissione “Le Iene” che a dicembre ha sollevato nuovamente la questione.

Mi sento, come scrivevo, in dovere di darvi alcuni chiarimenti perché vorrei mettere a vostra disposizione le conoscenze che noi oggi abbiamo e le scelte che da clinico sono portato a fare.

L’amalgama è da tempo un materiale molto contestato in quanto contiene, anche nelle formulazioni più recenti, mercurio, elemento chimico di cui si sa da tempo la neurotossicità.

In letteratura si sono eseguiti molti studi in merito e fino ad oggi nessuno ha mai dimostrato la tossicità delle otturazioni in amalgama e per questo attualmente non esiste alcuna norma che ne vieti l’utilizzo ma solo alcune limitazioni su donne in gravidanza o allattamento, bambini sotto i 6 anni e pazienti con patologie renali gravi.

I momenti in cui si hanno le maggiori emissioni di mercurio sono in fase di esecuzione o di rimozione dell’otturazione.

Nella mia professione ho il dovere di eseguire ciò che la scienza oggi ci dice e di tutelare su quelle basi di conoscenza la salute dei miei pazienti. Ho anche il dovere, come odontoiatra e anche come uomo, di pormi dei dubbi e di cercare le risposte che però non devono in alcun modo essere influenzate da sentimenti personali o visioni personali che non hanno nulla a che fare con dimostrazioni scientifiche.

Per questo in studio, sin dal primo giorno, abbiamo deciso di non eseguire mai su nessuno otturazioni in amalgama, materiale da noi completamente bandito, e di eseguire le rimozioni necessarie secondo le norme di legge, con la presenza di un filtro raccoglitore di amalgama nella pompa di aspirazione e lo smaltimento apposito del materiale con una ditta che si occupa dei rifiuti speciali.

Quando un paziente mi chiede un parere sulle sue otturazioni “grigie” riceve da me le risposte su quanto oggi è dato sapere e i dubbi che ancora ci sono ma non riceverà mai l’indicazione alla rimozione perché nulla oggi di scientifico mi porta a dover consigliare ciò.

Alcuni colleghi lo fanno e aggiungono anche l’assunzione di farmaci omeopatici (farmaci che in America devono riportare sulla confezione la scritta che non è mai stata provato che facciano del bene) in base a protocolli che di scientifico non hanno nulla. La linea tra eccesso di zelo e truffa a vantaggio delle proprie tasche è molto sottile.

I casi proposti nel servizio de “Le Iene” in cui alla rimozione delle otturazioni si avevano benefici sia di sintomatologia sia riscontrabili strumentalmente su pazienti con Sclerosi Multipla sono molto interessanti ed andrebbero studiati più a fondo, andrebbe compreso perché su di loro le otturazioni in amalgama hanno avuto questo effetto e perché su milioni di persone no. Il bello della scienza è proprio la possibilità di avere un metodo che nei secoli si è dimostrato valido e che non preclude mai la possibilità di nuove conoscenze, ma anzi dovrebbe incentivarle. Per cui anch’io come voi desidero che siano eseguiti studi ulteriori perché nulla di più bello esiste che poter aiutare persone con patologie anche gravi, il bello della medicina è proprio questo.

La posizione di ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) e del governo italiano a difesa della amalgama in Commissione Ambiente del Parlamento Europeo che vorrebbe eliminare tutto ciò che contiene mercurio, amalgama compresa, non ha per nulla il mio appoggio. Trovo sia una posizione volta a tutelare i dentisti più anziani che sono i maggiori utilizzatori di amalgama e le strutture pubbliche dove ancora viene usata per il suo basso costo in rapporto alle otturazioni in composito.

In un mondo dove le tecniche adesive ci permettono risultati sempre migliori con compositi e ceramiche, dove un farmaco per l’Alzheimer ha stimolato le cellule staminali nella polpa dentale dei topi a rigenerare la dentina, uno dei tessuti del dente, un piccolo viaggio in quello che potrebbe essere il futuro,  trovo che l’Italia stia sostenendo una posizione anacronistica.

Un bravo collega dice sempre ai pazienti che gli chiedono del mercurio nelle otturazioni in amalgama di non mangiare più pesce perché è la fonte principale di mercurio. Ha ragione ma trovo che sia un atteggiamento troppo volto a sminuire dubbi legittimi che però non devono generare sentenze affrettate o terapie non legittimate da studi validi.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro in un discorso complesso.

Colgo l’occasione per porre a tutti voi cordiali saluti.

 

Jacopo Pellegrini

L’IMPORTANZA DELLA DIGA DI GOMMA.

Pubblicato il 14 Dicembre, 2015

Professionalità

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Cos’è la diga di gomma?
La diga è un foglio in lattice, o in altro materiale per pazienti allergici, che viene applicato intorno agli elementi dentari durante le sedute di conservativa (otturazioni) ed endodonzia (devitalizzazione di denti).

A cosa serve?
La diga è un elemento fondamentale per eseguire delle cure corrette che possano avere successo a lungo termine.
Lo scopo della diga è quello di isolare la zona dove si lavora in modo da separarla dal resto del cavo orale e quindi dalla saliva.
Se la saliva contaminasse le superfici di un dente sottoposto ad un’otturazione non permetterebbe il corretto legame micromeccanico (quasi chimico) che avviene tra i compositi (i materiali bianchi da otturazione) ed il dente, o tra i vari strati di composito che formano l’otturazione. La necessità di tenere la zona operativa priva di umidità rende la diga un aiuto importantissimo per poter eseguire delle otturazioni che durino nel tempo.
Ancora più importante è l’uso della diga in endodonzia, dove lo scopo del trattamento è quello di detergere e disinfettare i canali pulpari del dente. Se non si usasse la diga la saliva con i batteri in essa contenuti infetterebbero la cura con conseguente fallimento nel tempo della stessa. La diga protegge invece la zona di lavoro e, come dimostrato da numerosi studi, diventa garanzia di successo a lungo termine (come riportato dalla Società Italiana di Endodonzia http://www.endodonzia.it/articoli/diga-di-gomma/)
La diga inoltre protegge le mucose da possibili traumi ed evita che qualche strumento possa venire ingoiato.

Come si usa?
La diga viene applicata con facilità da un operatore esperto. Si eseguono dei fori sul foglio, uno per ogni dente che serve venga isolato. Il foglio viene tenuto in sede da un uncino che abbraccia un dente e teso con un archetto. Il naso del paziente rimane libero per una corretta respirazione e nel caso che si formi della saliva che non si riesce a deglutire la zona opposta a quella di lavoro rimane libera e permette l’inserimento in bocca di un aspira-saliva.

Come possiamo capire la diga è uno strumento semplice ma il cui utilizzo determina un incremento considerevole della qualità del lavoro svolto.

LA STERILIZZAZIONE

Pubblicato il 20 Ottobre, 2015

Professionalità

Cosa avviene in Sterilizzazione?

Il processo di sterilizzazione eseguito dal nostro Studio rispetta un protocollo preciso a garanzia della salute del paziente.

Trattamenti pre-sterilizzazione

Decontaminazione: riduzione della carica batterica degli strumenti contaminati attraverso l’immersione in una vasca contenente disinfettante ad alta attività;
Risciacquo: rimozione dei residui di disinfettante dagli strumenti decontaminati;
Lavaggio/detersione: rimozione dei residui di varia natura dagli strumenti;
Risciacquo: rimozione dei residui detergente;
Asciugatura: verifica degli strumenti prima del confezionamento e della sterilizzazione.

Le azioni prima descritte possono essere svolte contemporaneamente dal termodisinfettore.

Trattamenti di sterilizzazione

Confezionamento: vengono imbustati tutti gli strumenti critici e semi-critici al fine di favorire l’utilizzo monopaziente. Le buste permettono il mantenimento della sterilità dopo il processo di sterilizzazione in autoclave;
Sterilizzazione: gli strumenti imbustati vengono sterilizzati mediante autoclave;
Stoccaggio: il materiale sterile imbustato viene conservato in cassetti chiusi ed idonei al mantenimento della sterilità.

Ogni busta viene affrancata con un’etichetta riportante l’autoclave che ha eseguito il ciclo, il tipo di ciclo effettuato, l’operatore che ha seguito la procedura, la data di sterilizzazione e la data di scadenza della stessa.
L’etichetta sulle buste permette:

la Conservazione ed il mantenimento della sterilità: ogni settimana viene eseguito un controllo di tutti gli strumenti e quelli che nell’arco della settimana stessa vanno in scadenza vengono sterilizzati nuovamente prima della data.
la Rintracciabilità: dopo ogni seduta l’etichetta viene applicata alla scheda del paziente in corrispondenza della data nel diario clinico in modo da poter sempre, anche a distanza di tempo ed anche grazie al “Registro sterilizzazione”, risalire al ciclo di sterilizzazione eseguito.

Registro Sterilizzazione

Ogni giorno le assistenti eseguono il test di preriscaldamento ed a vuoto dell’autoclave per accertarsi del suo corretto funzionamento. L’esito di tali test viene riportato sul registro.
Per ogni ciclo dell’autoclave vengono quindi segnalati:
– Data,
– Numero identificativo del ciclo,
– Esito del ciclo rilasciato dall’autoclave al termine del processo (che viene poi allegato al registro),
– Firma dell’operatore che convalida i risultati.

Nel Registro sterilizzazione vengono inoltre allegati tutti i test eseguiti con cadenza regolare:

– Vacuum test: eseguito su ogni ciclo,
– Helix test: eseguito mensilmente,
– Test biologico: eseguito trimestralmente; vengono inserite delle capsule con delle spore nell’autoclave e, al termine del ciclo di sterilizzazione, un apposito dispositivo analizza l’efficace e reale disattivazione delle spore stesse.

I passaggi sopra elencati vengono eseguiti ogni giorno e per tutti i cicli di sterilizzazione effettuati, inoltre ogni dato viene registrato ed archiviato.

Per questo siamo orgogliosi di dirvi che possiamo risalire, in qualsiasi momento,
ai dati sugli strumenti utilizzati anche in sedute di anni prima,
con la certezza che la sterilità sia stata sempre rispettata.

La qualità è anche avere cura della vostra salute.

LO SBIANCAMENTO DEI DENTI VITALI

Pubblicato il 12 Giugno, 2015

Professionalità

Quali sono le cause del cambiamento del colore dei denti?

Il cambiamento del colore dei denti può essere dovuto ad agenti interni, quali antibiotici (tetracicline) assunti durante la formazione del dente, o ad alterazioni nella formazione dello smalto, oppure a fluorosi, oppure a cause estrinseche come ad esempio tutti gli alimenti e bevande che possono “macchiare” i nostri denti, come caffè, ed il fumo.

Una causa ulteriore, che deve essere trattata con uno sbiancamento interno, può essere la devitalizzazione del dente.

In cosa consiste lo sbiancamento dei denti vitali?

Lo sbiancamento professionale è una procedura odontoiatrica che rende i denti più bianchi.
E’ un trattamento estetico tra i più popolari e tra i più richiesti.
Lo sbiancamento avviene mediante un gel, che penetra nello smalto e nella dentina del dente, e liberando radicali di ossigeno “distrugge” i pigmenti organici.

E’ necessario eseguire un visita prima?

E’ sicuramente necessario eseguire una visita preliminare. Deve essere il professionista a valutare quale possa essere la causa della pigmentazione dei denti e quali risultati realisticamente si possano ottenere.
Deve essere valutata la presenza di otturazioni o manufatti protesici in zone estetiche, in quanto resterebbero dello stesso colore.
Si deve valutare inoltre se il paziente si debba sottoporre prima ad una seduta di igiene, in quanto è ovvio che non ci si possa sbiancare i denti se questi non siano stati prima puliti.

Ci sono controindicazioni o complicanze?

Le controindicazioni sono relative, per cui in linea generale chiunque può sottoporsi ad uno sbiancamento. Si evita di eseguirlo in soggetti troppo giovani per la vicinanza della polpa dentale.
Le complicanze sono esigue; solo in alcuni soggetti si può presentare una leggera sensibilità che sparisce nel giro di pochi giorni.
Effettuiamo da anni sbiancamenti nel nostro studio e mai nessuno si è lamentato della sensibilità.
Spesso i pazienti sono convinti che lo sbiancamento possa rovinare i denti. Questa leggenda non è sostenuta da alcuna prova scientifica ed ovviamente il prodotto deve essere utilizzato nei modi e nei tempi corretti da professionisti qualificati.

Cosa si deve fare dopo lo sbiancamento e quanto dura?

Dopo la seduta di sbiancamento si deve seguire una dieta bianca. I denti inizialmente sono a livello microscopico più porosi e assorbirebbero subito i pigmenti. Nel giro di tre giorni la situazione viene ripristinata grazie agli ioni presenti nella saliva.
L’effetto di sbiancamento può durare anche molto a lungo, ovviamente molto dipende dalle abitudini alimentari e di vita del paziente.

L’IPNOSI PER SUPERARE LA PAURA SENZA FARMACI

Pubblicato il 9 Marzo, 2015

Emozioni Professionalità Senza categoria

 Cos’é l’ipnosi in medicina?

“Uno stato fisiologico di rilassamento in cui la persona è presente a quello che succede, ma avverte un certo disinteresse e distacco.”

L’ipnosi è un metodo scientifico usato in medicina in maniera sempre più diffusa, anche per interventi di una certa entità.
Si riesce in questo modo ad evitare l’utilizzo di farmaci o a diminuirne l’assunzione.

Gli effetti dell’ipnosi sono:
• un accresciuto senso di rilassamento e calma,
• analgesia, cioè una diminuita percezione del dolore,
• maggiore capacità di indurre effetti fisiologici.

Cosa non è l’ipnosi?

Nell’immaginario comune l’ipnosi viene considerata come uno stato in cui il soggetto è in balia di un’altra persona che riesce a farle fare ciò che vuole. Questa idea ci è data dalla televisione e da alcuni film ma nella realtà l’ipnosi non è nulla di questo.
La persona sottoposta non dorme, né è in balia della volontà di un altro.
Questa erronea visione di una terapia utile nella pratica clinica crea dei pregiudizi nei pazienti che così rischiano di rifiutare un trattamento non farmacologico che potrebbe essere utile per il superamento degli stati d’ansia.

Ipnosi dal dentista?

Alcuni pazienti soffrono di paura del dentista, indotta spesso da situazioni spiacevoli avvenute in giovane età. Questi pazienti, definiti odontofobici, trascurano lo stato della propria bocca trovandosi così in situazioni ancora più difficili da risolvere cosa che aumenta il loro stato d’ansia.
Lo Studio Dentistico Dott. Jacopo Pellegrini è lieto di poter offrire ai propri pazienti un metodo naturale con cui superare la paura del dentista.
Per questo ha unito al proprio team il Dott. Leonardo Stiz, psicologo e psicoterapeuta, che nel corso della sua carriera ha seguito numerosi corsi in materia applicando l’ipnosi con successo nella pratica clinica del suo studio, superando stati d’ansia anche molto più gravi di quelli causati dalla visita del dentista.

La possibilità di accedere a questa tecnica di rilassamento permette di ottenere:
• un rilassamento muscolare del paziente,
• una diminuzione dell’ansia associata a particolari situazioni od eventi,
• un cambiamento delle emozioni legate ad alcuni eventi.

 UN’ OCCASIONE DA NON PERDERE PER VIVERE MEGLIO L’ANSIA DA DENTISTA.

 

Curriculum vitae Dott. Jacopo Pellegrini

Pubblicato il 24 Settembre, 2014

Professionalità

DATI PERSONALI:
Nazionalità: ITALIANA
Data di nascita: 13/01/1981
Luogo di nascita: BELLUNO

ISTRUZIONE
1999 Diploma di Maturità Scientifica
Conseguito con votazione di 100/100 presso il Liceo Scientifico Galileo Galilei di Belluno.
2004 Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria
Conseguita con votazione di 110/110 e lode presso l’Università degli Studi di Padova in data 09/11/2004.
Ha sostenuto gli esami complementari di: ONCOLOGIA, FARMACOLOGIA CLINICA, OFTALMOLOGIA e OTORINOLARINGOIATRIA.

CARRIERA POST LAUREAM
Diploma di Perfezionamento in Endodonzia, conseguito presso l’Università degli Studi di Padova in A.A. 2004 – 2005.
Diploma di Perfezionamento in Funzione, Disfunzione e Patologia dell’ Apparato Stomatognatico nel Bambino e nell’Adolescente, conseguito presso l’Università degli Studi di Padova in A.A. 2004 – 2005.
Diploma di Perfezionamento in Chirurgia Orale, conseguito presso l’Università degli Studi di Padova in A.A. 2004 – 2005.
Master di II Livello in Implantologia Osteointegrata conseguito presso l’ Università degli Studi di Padova in A.A. 2009.
Diploma del corso Implant Therapy in the Periodontally Compromised Patient (21-24 maggio 2007), conseguito presso l’università di Goteborg (Svezia)
Corso annuale teorico-pratico “Diagnosi e piano di trattamento parodontale ed implantare” Relatori Dott. Alberto Fonzar (presidente SiDP 2012-2013) e Dott. Diego Longhin
Corso annuale teorico-pratico di protesi fissa Relatore Dott. Michele D’Amelio (socio attivo AIOP, EAED, IAED)
Corso di tre moduli in chirurgia orale ed implantare Relatore Prof. Matteo Chiapasco : 1° modulo “Le tecniche rigenerative/ricostruttive a scopo implantare nei mascellari edentuli con difetti ossei: come ottimizzare i risultati e prevenire/gestire le eventuali complicanze”; 2° modulo “Il rialzo del seno mascellare: come ottimizzare i risultati e prevenire/gestire le eventuali complicanze.”

Corso in “Diagnosi e terapia dei disordini cranio mandibolari”. Relatore Prof. Sandro Prati nel 2017

 

POSTER E PUBBLICAZIONI
• Ha presentato il poster “Laser VS Drill Titanium Implants: an Experimental Study” G. Cordioli, Z. Majzoub, F. Martinelli, J. Pellegrini, E. Biasini, M. Della Barbera, M. Valente al Laser Congress 2005, svoltosi a Barcellona ( Spagna ) dal 19 al 21 Maggio 2005, tenendo una breve relazione sul lavoro.
• “Laser VS Drill Titanium Implants: an Experimental Study” G. Cordioli, Z. Majzoub, F. Martinelli, J. Pellegrini, E. Biasini, M. Della Barbera, M. Valente Ed. Quintessence Publishing Co. Ltd in Laser Congress 2005, p.48.
• “Astra Uni abutment to solve a case of badly-positioned dental implants in mental handicapped person” J. Pellegrini, L. Braulin, A. De Rossi, E. Bressan, poster presentato al World Cogress. Astra Tech Dental,Washington DC, 4,5,6,7,8 Giugno 2008
• “Tecniche di Passivazione” L. Favero, L. Volpato, J. Pellegrini, M. Tognon, S. Pavan. Implantologia, Quintessenza, novembre 2008.
• “Calcifying cyst enucleation by trapdoor technique made by piezoelectric device, under local anestesia and concious sedation” C. Bacci, M. Fvero, J.Pellegrini, G.Zanette, M. Berengo Chirurgia 2009; 22(2):117-9
• “Trattamento chirurgico di aspergilloma del seno mascellare” C. Bacci, M. Mazzuchin, J. Pellegrini,M.L.Valente,M.Berengo Dental Cadmos 2009 maggio; 5:101-106
• “A Rare Case of Scurvy in an Otherwise Healthy Child: Diagnosis Through Oral Signs” Christian Bacci, Stefano Sivolella, Jacopo Pellegrini, Lorenzo Favero, Mario Berengo Pediatric Dentistry, 32(7): 389-391
• “Considerazioni sulla sicurezza della finestra eparinica” C, Bacci, J.Pellegrini, S. Sambin, G.Zanette Italian Oral Surgery available on line 18 June 2010
• “Terapia della perimplantite: dubbi e certezze. Revisione della letteratura” M. Dal Pont, C. Bacci, J.Pellegrini, E.Stellini. Rivista Italiana di Igiene Dentale 2014 gen-apr; 10(1):23-29

ATTIVITA’ FORMATIVA
Ha partecipato ai seguenti convegni e corsi:

  • “Dente Naturale VS Impianto” (8 crediti ECM), tenutosi a Padova nei giorni 10 e 11 Febbraio 2006 ed organizzato dalla Società Italiana di Osteointegrazione.
  • “Moderni Orientamenti per i Restauri dentali con Materiali Estetici” (4 crediti ECM), tenutosi a Belluno il giorno 25  Marzo 2006 ed organizzato dalla sezione ANDI di Belluno.
  • “Riabilitazione dei Mascellari: dalla Chirurgia Minore alla Chirurgia Maggiore” (2 crediti ECM), tenutosi a Selvazzano Dentro (Padova) il giorno 18 Novembre 2006.
  • “Screening delle Neoplasie Orali” (4 crediti ECM), tenutosi a Mestre (Venezia) il giorno 28 Ottobre 2006 ed organizzato da C.O.I. e A.I.O.G. .
  • Seminario in occasione del World Congress of Osteointegration tenutosi a Padova il 14 febbraio 2007 ed organizzato dalla New York University.
  • Seminario di Implantologia avanzata tenutosi a Padova il 21 settembre 2007 con relatori Prof. Pascal Valentini e Dott. Antonio Rocci.
  • “Research update in implantology” tenutosi a Padova il 1 marzo 2008 con relatori Prof Jan L. Wennstrom, Dr. Eriberto Bressan, Dr. Cristiano Tomasi.
  • “Corso di formazione su prevenzione e sicurezza sul lavoro” tenutosi a Belluno il 29 novembre 2008.
  • Corso prof Beretta sugli studi di settore tenutosi a Belluno
  • “2009 congresso ANDI Veneto-presente e futuro in odontoiatria: aspetti umani ed innovazioni tecnologiche” tenutosi a Padova il 30 aprile 2009 con relatore il Prof. Guastamacchia.
  • “Gli impianti post estrattivi: indicazioni e limiti clinici”  tenuto on line da Dott Trombelli, 2009.
  • “L’importanza del provvisorio in protesi fissa” tenuto on line da Dott Fradeani, 2009.
  • “La motivazione e la leadership in odontoiatria” tenuto on line, 2009.
  • “Implantologia chirurgica e protesica” tenutosi a Padova con relatori il dott. D’Avenia e il dott. Paolantoni .
  • “Corso di implantologia e rigenerazione tessuto osseo “ tenutosi a Zurigo al Zimmer Institute in ottobre 2009 all’interno del master in implantologia, come ospite.
  • “Un approccio innovativo per aumentare i risultati dello studio odontoiatrico. Case Study: l’introduzione della medicina estetica nello studio Costa” tenutosi a Belluno in ottobre 2009 con relatore il Dott. Costa.
  • “Medicina estetica: corso teorico pratico per odontoiatri” tenutosi a Parma il 6-7-8 novembre 2009 dalla Scuola europea di medicina estetica sistemica.
  • Corso dott. Cosci sulla sua tecnica del piccolo e grande rialzo di seno tenutosi a Padova.
  • “Analogie e differenze tra preparazioni verticali e orizzontali in protesi fissa : come ottenere salute e stabilità dei tessuti” 8 maggio 2010 relatore dott. Ignazio Loi
  •  “The Ultimate Graft Course-Zimmer Regenerative Days“ 23/24 settembre 2010 Mestre con relatori dott. Pikos e Salama
  • “Rigenerazione ossea orizzontale e verticale nella riabilitazione implantare di zone estetiche” 20 febbraio 2010 Prof. Massimo Simion Dr. Emilio Maschera Dr.ssa Isabella Rocchietta
  • “Chirurgia muco gengivale estetica” 4 dicembre 2010 Dott. Roberto Rotundo
  • “Disturbi cranio mandibolari: un protocollo di base per un inquadramento efficace” 11 dicembre 2010  Dott. Sandro Prati
  • “Aggiornamento continuo in odontoiatria tramite lettura ragionata della letteratura” on line 2011, Dott. Marco Antonio Bruno Esposito
  • “Chirurgia ossea resettiva: rapporti tra parodontologia e odontoiatria conservativa” on line 2011, Dott. Stefano Parma Benfenati
  • “Spazzolini elettrici:tutto ciò che è necessario sapere per fornire raccomandazioni efficaci ai pazienti” on line 2011, Marisa Roncati Parma Benfenati
  • “Terapia dell’alitosi.Utilizzo ed efficacia degli integratori alimentari e degli oli essenziali” on line 2011, Francesco Scaglione
  • “Corso di protesi su dente naturale: principi biologici e tecnici nel trattamento protesico fisso” 29 OTTOBRE 2011, Dott. Mario Semenza
  • “Gli antibiotici in odontoiatria” on line 2011, prof. Andrea Novelli
  • “Fotografia odontoiatrica” Belluno 27 ottobre 2012, Dott. Roberto Favero
  • “XVI congresso internazionale. Nuove conoscenze ed innovazioni tecnologiche in parodontologia e implantologia: attualità clinica e prospettive” Rimini 14-16 marzo 2013
  • “Il nuovo scenario della comunicazione odontoiatrica dal passaparola al Web ed ai Social Network strategici per la libera professione”  on line gennaio 2014, Dott. Antonio Pelliccia
  • “La relazione tra il team odontoiatrico ed il paziente edentulo o portatore di protesi” on line marzo 2014, Dott. Ruggero Soffiato
  • “5 minuti per salvare una vita – la diagnosi clinica” on line, aprile 2014, Dott. Michele Davide Mignogna.
  • “La prevenzione delle perimplantiti: l’importanza del mantenimento nel tempo” on line gennaio 2015, Dott. Francesco Zuffetti
  • “Trattamento chirurgico delle creste sottili: moderata espansione con osteotomi e split crest” Due Carrare 27-28 Febbraio 2015, Dott. Marco Csonka
  • “Le complicanze odontoiatriche della radioterapia testa/collo” on line aprile 2015, Prof. Michele Davide Mignogna
  • “Odontoiatria e disturbi del sonno: prospettive professionali e terapeutiche” on line giugno 2015 prof. Edoardo Bernkopf
  • “Restauri diretti e semindiretti:strategie per il successo” on line aprile 2016 Dott.ssa Patrizia Luchini, Dott. Giuseppe Marchetti, Dott. Salvatore Scolavino, Dott. Monaldo Saracinelli
  • “Corso di aggiornamento RSPP” on line ottobre 2016, Dott. Alberto Codazzi
  • “La costruzione della protesi totale rimovibile” on line dicembre 2016, Dott.ssa Cinzia Lignini, Dott. Luigi Gallo
  • “Corso segreteria studio medico dentistico” 8 luglio 2017, Prof. Antonio Pelliccia
  • “Corso introduttivo alla conoscenza dell’ipnosi clinica” on line agosto 2017, Dott. Francesco Rossani
  • Diagnosi e terapia dei disordini cranio-mandibolari” corso teorico pratico, Mira (VE) Novembre 2017, Prof. Sandro Prati
  • Corso di aggiornamento in radioprotezione ai sensi del D.lgs 187/2000” on line marzo 2018, Dott. Almini Stefano
  • “Le novità del nuovo regolamento generale in materia di protezione dei dati-Corso dedicato ai titolari di studio odontoiatrico” on line maggio 2018, Dott Gerardo Ghetti
  • “Corso di aggiornamento RSPP” on line agosto 2018, dott. Alberto Codazzi
  • “Il ruolo dei fondi sanitari integrativi nel cambiamento del modello di assistenza odontoiatrica” on line marzo 2019, Dott. Andrea Giovanni Contini
  • “Gestioni dei difetti ossei verticali <3mm nei settori mandibolari posteriori” on line marzo 2019, Dott Luca De Stavola
  • “Gestione dei difetti ossei verticali >3mm nei settori mandibolari posteriori” on line marzo 2019, Dott Luca De Stavola
  • “Procedura di GBR orizzontale step by step” on line aprile 2019, Dott Luca De Stavola
  • “Il cavo orale – dissezione ragionata delle logge anatomiche interessate” on line aprile 2019, Dott. Roberto Pistilli e Dott. Alessandro Nisii
  • “Le caratteristiche del paziente con dentatura terminale e la sua classificazione in ottica riabilitativa” on line ottobre 2019, dott. Leonello Biscaro
  • “Tecnica della piattaforma connettivale per il riempimento della sella edentula in sede 11” on line ottobre 2019, Prof. G. Zucchelli
  • “Applicazione clinica delle preparazioni verticali nella moderna odontoiatria” corso teorico pratico, Padova Ottobre 2019, Dott. Fabio Scutellà

ATTIVITA’ DIDATTICA

 Correlatore per la Tesi di Laurea “Traumi dentali: Reimpianto VS Impianto” di Margherita Favero, Relatore prof. M. Berengo, Sessione di Laurea Settembre 2007.

Relatore al corso per assistenti e al corso per OSS indetto dalla Regione Veneto nel 2011 per la Provincia di Belluno nella materia “Rapporto con il cliente paziente”

Correlatore per la tesi “Terapia delle perimplantiti, dubbi e certezze. Revisione della letteratura” di Marta Dal Pont nel corso di igiene dell’Università di Padova, Relatore prof. E. Stellini.

Relatore del corso ECM ANDI “Il piano di trattamento” tenutosi a Padova il 20 marzo 2017

 

ASSOCIAZIONI
Socio ANDI dal 2005
Socio SIO dal 2006 al 2008
Entrato nel gruppo della Dental NTT dal 2010
Socio ordinario SidP dal 2013